Profumi di casa nostra- L'autunno riscopre zuppe e minestre
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Tornano le ricette firmate La Fune. Cominciamo con i fagioli, protagonisti della cucina contadini ma anche di grandi piatti e zuppe autunnali

L’estate sta finendo diceva una celebre canzone e anche in cucina è tempo di riscoprire piatti caldi, al profumo d’autunno.

La storia dei fagioli è la storia dell’uomo e delle più grande civiltà del mondo. Sumeri, Romani fino ai Maya e agli Aztechi, non c’era popolo che non consumasse fagioli. Diventati il simbolo dell’alimentazione contadina grazie all’alto potere nutrizionale e saziante, e alla loro versatilità che li rende, ancora oggi, protagonisti di abbinamenti diversissimi e tutti di successo.

Prepariamo insieme la zuppa di fagioli al finocchio alla viterbese.

INGREDIENTI

500 grammi di fagioli gialli secchi (“i ceri”)
Un mazzetto di finocchio fresco
Pomodori pelati
3 spicchi d’aglio
Un bicchiere d’olio
Peperoncino
Pane raffermo casereccio
Sale
PROCEDIMENTO

Mettere i fagioli a lessare in una pentola, mentre in un tegame a parte di fanno soffriggere olio, aglio e peperoncino. Aggiungere dopo qualche minuto un barattolo di pomodori pelati precedentemente passati al “passatutto”, il sale e il finocchio fresco.

Quando i fagioli sono pronti vanno versati, con la loro acqua di cottura, nel tegame con il soffritto per circa 15 minuti aggiungendo, se serve, dell’acqua in modo da conservare sempre una certa quantità di liquido necessario per bagnare il pane. Per rendere questo liquido più denso e più saporito, è consigliabile durante la cottura schiacciare i fagioli con la forchetta oppure al setaccio.

A cottura ultimata, versare il tutto nella zuppiera dove già è stato messo il pane raffermo a fette; quindi si copre e si lascia riposare per circa 15 minuti.

Buon appetito!

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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