Profumi di casa nostra- In alto i calici con il nocino viterbese!
nocino
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Non solo antasti, primi piatti, secondi golosi e dolci prelibati, a Natale brindiamo con il nocino viterbese

Le feste di avvicinano, le ore corrono veloci verso i giorni della festa, quelli dove la tavola e le ricette tradizionali sono gli assoluti protagonisti. Dopo antipasti, primi piatti, secondi di carne e pesce, dolci deliziosi, oggi dedichiamo questo spazio ad un liquore tipico delle nostre parti, il nocino. Un digestivo durante i giorni di festa, ci sta sempre bene.

Il nocino è un liquore della tradizione italiana che viene preparato utilizzando le noci. E’ conosciuto anche come nocino del 24 Giugno o di San Giovanni, notte in cui si raccolgono le noci per prepararlo. L’infuso ha gusto caldo, forte e deciso, ideale per il consumo durante i mesi invernali.

INGREDIENTI
Un chilo di noci ancora verdi (24 secondo tradizione) da agricoltura biologica;
Un litro di alcool a 95° ad uso alimentare;
6 chiodi di garofano;
Una stecca di cannella;
3 scorze di limone biologico;
1\2 litro d’acqua;
500 g di zucchero di canna

PROCEDIMENTO
La prima cosa da fare con attenzione è lavare le noci ed asciugarle, dopodiché vanno tagliate in 4 parti uguali e sistemate in un barattolo di vetro dall’apertura larga. Si aggiungono i chiodi di garofano, la scorza di limone e la stecca di cannella.

Dopo gli aromi, va aggiunto l’alcool. Una volta aggiunti tutti gli ingredienti, va chiuso ermeticamente il barattolo e metterlo a macerare per almeno 45 giorni. E’ molto importante agitare periodicamente il barattolo per non far depositare le noci sul fondo. Man mano che passerà il tempo il colore del composto cambierà diventando quasi nero, colore tipico del nocino.

Trascorsi i 45 giorni, va aggiungo lo zucchero e l’acqua. In una pentola far sciogliere lo zucchero di canna cuocendo a fiamma bassa in modo che non si addensi prendendo le sembianze del caramello. Quando lo zucchero è completamente sciolto, spegnere la fiamma e lasciare raffreddare.

Nel frattempo filtrare il composto con un colino a maglie strette in modo da separare la base del liquore, gli aromi e le noci.
A questo punto va aggiunto lo sciroppo, mescolato con cura fino ad arrivare ad un composto omogeneo. Il nostro nocino è pronto per essere imbottigliato, in bottiglie di vetro scuro.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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