Profili: “La candidatura a patrimonio mondiale dell’umanità di Civita di Bagnoregio rappresenta un messaggio di speranza”
Luca Profili
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BAGNOREGIO – Il primo cittadino di Bagnoregio: “Giornate come queste, bastano a cancellare tanti giorni bui ed illuminano la nostra strada”.

BAGNOREGIO – Il sindaco Luca Profili esprime tutta la propria soddisfazione per la candidatura a patrimonio mondiale dell’umanità di Civita di Bagnoregio, arrivata in un periodo molto complesso a causa del Covid.

“La candidatura a patrimonio mondiale dell’umanità di Civita di Bagnoregio rappresenta un messaggio di speranza, ancora più forte, in questo momento. L’idea che un luogo che ha superato terremoti, guerre, possa uscire fuori ancora più forte da questa pandemia. La resilienza di questo piccolo grande angolo di paradiso.

Non posso elencarle tutte, ma dietro questo primo traguardo ci sono uomini e donne che credono fermamente da anni che la bellezza possa davvero salvare in mondo. Questo primo passo ci responsabilizza ancora di più e ci consegna un messaggio chiaro, quello di preservare nel miglior modo possibile questo luogo dell’anima per poter consentire anche alle future generazioni di poterlo ammirare.

Grazie a chi ci ha scritto, ai tanti amministratori, alle tante persone.

Voglio dedicare questa candidatura a Venturino Rocchi, il custode della memoria, perché come dice lui “Civita è la mamma di tutti”. Sono emozionato, dopo questi mesi difficili, intensi, senza soste, ma giornate come queste, bastano a cancellare tanti giorni bui ed illuminano la nostra strada”.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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