Processo Mafia viterbese, Grazini: “Volevano colpire me e la mia impresa”
grazini
Masicar800x120-optimize
VITERBO – Roberto Grazini, titolare dell’omonima ditta di trasporti, costituitosi parte civile interviene sull’ attentato incendiario di cui è stato vittima.

VITERBO – Mafia viterbese, continua il processo. Ascoltati in aula alcuni imprenditori vittime delle intimidazioni della banda di Trovato.

Tra loro Roberto Grazini, titolare dell’omonima ditta di trasporti, costituitosi parte civile interviene sull’ attentato incendiario di cui è stato vittima.

“Volevano colpire me e la mia impresa”. Grazini non ha dubbi  sull’origine dolosa dell’incendio che verso l’una di notte, tra il 7 e l’8 gennaio 2018, nel parcheggio di piazzale Porsenna, a Santa Barbara, ha bruciatoun autocarro della sua ditta di trasporti. Altri tre mezzi della ditta Grazini, sono stati trovati cosparsi di benzina.

Secondo gli inquirenti, ad appiccare le fiamme sarebbero stati Trovato e Shkelzen Patozi.

Quella sera, secondo quanto emerso dalle intercettazioni, Trovato avrebbe riportato ustioni di primo e di secondo grado sul viso e sulle mani, che gli hanno impedito di portare a termine l’azione criminale di bruciare anche gli altri tre mezzi della ditta Grazini.

Grazini, subito dopo l’attentato, aveva già le idee chiare di quello che stava accadendo e lo fece presente agli investigatori: era in atto a Viterbo un tentativo di destabilizzare alcuni settori economici per imporre un controllo in chiaro stile mafioso. 

Stati Generali 02 800x120
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Onda
Foto Fisioterapy Center
POST FB 02
Fune 300x300
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Masicar300x300-optimize
domenicale post
TdP_Inalazioni
aiac_banner_01
asvis 2
monastero interno
lafune_300 x 600