
VITERBO – “Rosina ci chiede di scendere dai piani alti dell’io al piano terra. Ci chiede di fare i conti con la vita. Oggi è tornata a camminare tra noi, per le vie della sua città. Il suo insegnamento è questo: scendere al piano terra e incontrare l’altro. Viviamo in tempi dominati da un io troppo autoreferenziale, dobbiamo tutti tornare al piano terra della quotidianità. Non è facile ma pensate che fosse facile per Rosina? Lei aveva le sue difficoltà, le sue umiliazioni, lei viveva molti contrasti ma la speranza deve essere la stessa. Tutti noi ne guadagneremo in dignità quando torneremo a misurarci con la vita”. Queste le parole illuminanti pronunciate dai gradini del duomo di San Lorenzo dal vescovo Francesco Orazio Piazza.
Così il capo della Diocesi viterbese ha dato il via alla Processione del Cuore di Santa Rosa, che tutti comunemente chiamano “corteo storico”. Quest’anno, per il Giubileo, in realtà la stessa santa patrona è, per usare le stesse parole di Piazza, “tornata a camminare per le vie della sua città”. Portato a spalla dai suoi Facchini il corpo della santa, in una teca di vetro, ha attraversato il centro storico. In corteo i bellissimi costumi che raccontano la viterbese dei secoli passati, unendo simbolicamente la città presente a quelle che l’hanno preceduta.


















