Processione del Cuore di Santa Rosa, il vescovo Piazza: "Vinciamo l'inganno dell'io, camminiamo insieme nelle strade della città"
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Così il capo della Diocesi viterbese ha dato il via alla Processione del Cuore di Santa Rosa, che tutti comunemente chiamano "corteo storico".

VITERBO – “Rosina ci chiede di scendere dai piani alti dell’io al piano terra. Ci chiede di fare i conti con la vita. Oggi è tornata  a camminare tra noi, per le vie della sua città. Il suo insegnamento è questo: scendere al piano terra e incontrare l’altro. Viviamo in tempi dominati da un io troppo autoreferenziale, dobbiamo tutti tornare al piano terra della quotidianità. Non è facile ma pensate che fosse facile per Rosina? Lei aveva le sue difficoltà, le sue umiliazioni, lei viveva molti contrasti ma la speranza deve essere la stessa. Tutti noi ne guadagneremo in dignità quando torneremo a misurarci con la vita”. Queste le parole illuminanti pronunciate dai gradini del duomo di San Lorenzo dal vescovo Francesco Orazio Piazza.

Così il capo della Diocesi viterbese ha dato il via alla Processione del Cuore di Santa Rosa, che tutti comunemente chiamano “corteo storico”. Quest’anno, per il Giubileo, in realtà la stessa santa patrona è, per usare le stesse parole di Piazza, “tornata a camminare per le vie della sua città”. Portato a spalla dai suoi Facchini il corpo della santa, in una teca di vetro, ha attraversato il centro storico. In corteo i bellissimi costumi che raccontano la viterbese dei secoli passati, unendo simbolicamente la città presente a quelle che l’hanno preceduta.

 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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