
All’interno della maggioranza di Leonardo Michelini torna a esplodere un problema Filippo Rossi.
Il leader di Viva Viterbo ha rilasciato in queste ore dichiarazioni piuttosto forti, arrivando addirittura ad annunciare di girare con le dimissioni da consigliere in tasca e quindi di essere pronto da un momento all’altro a consegnarle.
“Perché non lo fa subito?”, è l’interrogativo che si sono posti diversi compagni di sala d’Ercole. I più preferiscono non replicare alle parole dell’istrione caffeinico, tra questi non c’è il capogruppo del Partito Democratico Francesco Serra: “Rossi non esiste come amministratore, in questi due anni e mezzo è intervenuto su quattro cose”.
Il renziano della prima ora è netto, non fa sconti. Ma il malumore di Serra per queste danze del gambero del leader di Caffeina è un umore che si sta diffondendo in sempre più pezzi della maggioranza.
Tra i due ci sono vecchie ruggini, che risalgono agli albori della consiliatura, anche se su una cosa sono saldamente d’accordo: l’immobilismo del governo Michelini.
“Più che fermi mi pare che non siamo mai partiti”, precisa Serra. Che queste riflessioni però non le affida ai giornali ma prima di tutto le ha poste, più e più volte, in consiglio comunale. “Quanto dice Rossi è vero, soprattutto se guardo agli obiettivi della campagna elettorale e ai punti che erano emersi anche durante le primarie – così Serra -. Il problema è che Rossi critica ma poi fa poco e niente. Non è presente in consiglio, sarà intervenuto su tre massimo quattro cose. Un amministratore deve essere in grado di avere una visione che riguarda tutta la città, lui è monotematico. Poi su alcune delle cose che ha sostenuto sarebbe bene parlarne, tipo il Festival delle Luci”.
E le riflessioni di Serra sono in realtà i pensieri di quasi tutti in maggioranza, stanchi di questo gioco di annunci e pressioni da parte del leader di Viva Viterbo.


















