Privatizzazione di Talete? Erbetti: "Pronto a incatenarmi a Palazzo dei Priori insieme a migliaia di cittadini"
Gli Stati Generali La Fune
VITERBO - "Apprendo da fonti di stampa che il presidente del cda di Talete, avrebbe intenzione di ricapitalizzare per 40 milioni di euro la società".

VITERBO – “Apprendo da fonti di stampa che il presidente del cda di Talete, avrebbe intenzione di ricapitalizzare per 40 milioni di euro la società. Ricapitalizzare dottor Bossola significherebbe chiedere agli azionisti una somma che per il solo comune di Viterbo si aggirebbe intorno ai 9 milioni di euro, cifra di cui il Comune non dispone e di cui mai potrà disporre”, così il consigliere comunale dei Cinque Stelle Massimo Erbetti.

“Stesso vale – continua il pentastellato – per tutti gli altri comuni dell’Ato, sono convinto che lei sappia bene che tale strada è impercorribile e sono al tempo stesso certo che nonostante il suo passato in Acea lei non abbia nessuna intenzione di consigliare ai soci di seguire la strada dei capitali privati e di conseguenza quelli di Acea.

Dottor Bossola l’acqua è un bene primario e come tale deve rimanere totalmente pubblica. Lei è a conoscenza della Legge Regionale 5, che fu votata all’unanimità dal consiglio regionale e che per essere attuata necessita solo dell’individuazione dei bacini idrografici ottimali, individuazione che aspettiamo ormai da ben 5 lunghi anni.

Faccio appello a tutti i sindaci dell’Ato a fare pressioni verso il Presidente della Regione Lazio affinché la L.R 5 venga attuata e Talete di fatto superata; spero che questo appello venga seriamente preso in considerazione e che tutti si attivino per arrivare a ciò. Nel caso in cui non venissi ascoltato e venga deciso dai sindaci soci di Talete di perseguire la strada della ricapitalizzazione attraverso la ricerca di un socio privato quale Acea, avverto fin da ora che adotterò tutte le misure di disobbedienza civile consentite, fino a quella estrema di incatenarmi a Piazza del Plebiscito e vi assicuro che io sarò solo il primo di altre migliaia di cittadini che mi seguiranno”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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