Primarie Pd Tuscia - Renzi vince col 60,21% dei consensi, Orlando 36,68%. La pesata dà lustro a Panunzi, "renziani" viterbesi sotto al dato nazionale
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Primarie Pd, Renzi vince nella Tuscia. Importante il risultato ottenuto da Andrea Orlando. 60,21% dei consensi per il fiorentino, 36,68% per il ministro della Giustizia. In totale sono stati, in tutta la provincia, 15.056 i voti validi. Renzi ne conquista 9020 Orlando 5478. A Emiliano, non sostenuto da nessuno della “struttura” del Partito Democratico locale, vanno 513 preferenze (3,41%).

Primarie Pd, Renzi vince nella Tuscia. Importante il risultato ottenuto da Andrea Orlando. 60,21% dei consensi per il fiorentino, 36,68% per il ministro della Giustizia. In totale sono stati, in tutta la provincia, 15.056 i voti validi. Renzi ne conquista 9020 Orlando 5478. A Emiliano, non sostenuto da nessuno della “struttura” del Partito Democratico locale, vanno 513 preferenze (3,41%).

Nel comune capoluogo Renzi ottiene 2017 voti (68%), Orlando 865 (28%), Emiliano 121 (4%). Il dato dell’intera provincia viterbese fotografa una situazione diversa, in maniera non trascurabile, rispetto al dato percentuale nazionale. Il dato medio del voto espresso su tutto il Paese dà Renzi intorno al 71,1% e Orlando al 21,1%, Emiliano intorno al 7,8%.

Nel capoluogo la differenza rispetto al dato nazionale si assottiglia. In provincia diventa significativa.

Scema nel complesso la partecipazione ai gazebo del Pd. Alle ultime primarie avevano votato 2 milioni e 800mila elettori, questa volta quasi un milione in meno. Come “giustificazione” si può addurre la minore radicalità della scelta, con esito di fatto scontato a favore di Renzi già alla vigilia.

L’analisi locale ci racconta un forte braccio di ferro tra i “renziani”, della prima seconda e terza ora, e i sostenitori di Orlando. Tra questi ultimi la parte del leone l’ha giocata il consigliere regionale Enrico Panunzi, che può rivendicare un risultato sopra al trend nazionale di circa quindici punti percentuali. Vincono Fioroni, Egidi, Serra-Mancinelli e Piazza Democratica. Tutti motori di Renzi sul territorio. Anche se il risultato raggiunto è sotto di circa 10 punti rispetto ai numeri nazionali.

Renzi è più forte a Viterbo, dove si è fatto sentire il peso dei “fioroniani”, e nella maggior parte dei comuni della provincia. Viene invece sconfitto a Vetralla (Renzi 225, Orlando 280, Emiliano 28); Calcata (Renzi 16, Orlando 21, Emiliano 3); cade pesantemente nel feudo panunziano di Canepina (Renzi 91, Orlando 881, Emiliano 17); a Capodimonte (Rendi 53, Orlando 86, Emiliano 3); a Lubriano (Renzi 45, Orlando 83, Emiliano 3); a Farnese (Renzi 47, Orlando 113); Oriolo (Renzi 77, Orlando 110, Emiliano 12); Piansano (Renzi 41, Orlando 52); Tuscania (Renzi 140, Orlando 146, Emiliano 16). Nel complesso mentre nel capoluogo le percentuali sono simili al dato nazionale in provincia la forbice tra Renzi e Orlando è stata notevolmente assottigliata. 

Pareggio a Celleno tra Renzi e Orlando 35 a 35. Nei prossimi giorni si apre la fase delle analisi e delle riflessioni.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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