"Prima di entrare in Talete ci faremo commissariare"
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Il sindaco di Orte, Angelo Giuliani, perentorio sulla decisione di non cedere le strutture idriche del paese alla società viterbese

“Entrare in Talete è escluso, non accadrà mai” sono le parole perentorie di Angelo Giuliani, sindaco di Orte, che si esprime dopo che il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato da 18 comuni della Tuscia sulla delibera regionale che li obbliga ad entrare nella società di gestione idrica.

Orte da sempre si è opposta all’ingresso in Talete, prima col sindaco Primieri ora con Giuliani, che prosegue nell’idea di gestire il bene comune personalmente, come ha sempre fatto. Anche in quest’occasione il primo cittadino non ci sta all’obbligo di entrare in Talete e si schiera dalla parte delle amministrazioni che si rivolgeranno al Consiglio di Stato.

“Escludiamo categoricamente di cedere le nostre strutture a Talete – continua Giuliani – anche se il rischio è essere commissariati. Continueremo a gestire l’acqua come un bene pubblico e prenderemo tutte le strade possibili per salvaguardare la situazione attuale”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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