Pride a Viterbo, Arcigay Viterbo apre a un tavolo di coordinamento
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"Sarà un momento di ascolto e di proposta, un avvio collettivo in cui iniziare a immaginare il futuro del Pride a Viterbo. Perché il Pride non è solo un evento: è una responsabilità collettiva, che riguarda tutti".

VITERBO – Questo venerdì 12 settembre alle ore 19:00 presso Biancovolta, in Via delle Piagge 23, a Viterbo si terrà la primissima assemblea per costruire insieme un Coordinamento Permanente per il Pride a Viterbo.

“Come già ribadito nel nostro comunicato del 4 giugno scorso (“Il senso di un Pride oltre la parata, verso la comunità”), riteniamo che il Pride non possa essere soltanto una parata annuale, ma debba costituire un progetto politico e culturale che appartiene a tutta la comunità. Per questo proponiamo la creazione di un Coordinamento Permanente del Pride di Viterbo, uno spazio di confronto democratico, trasparente e
partecipato – così in una nota Arcigay Viterbo – Peter Boom APS -.

All’incontro sono state invitate oltre settanta associazioni del territorio, comprese quelle che compongono la Consulta Comunale del Volontariato, insieme a molte altre realtà non afferenti alla stessa. Il nostro invito si intende naturalmente esteso anche a collettivi, associazioni studentesche, gruppi informali e singole persone che operano sul territorio e che desiderino contribuire a un percorso comune.
Questo primo incontro servirà a gettare le basi per un percorso condiviso, per cominciare a definire insieme i principi, gli obiettivi e le modalità con cui dare vita a un Pride che sia realmente inclusivo, plurale e capace di rappresentare la nostra comunità nella sua ricchezza di voci e sensibilità.

Sarà un momento di ascolto e di proposta, un avvio collettivo in cui iniziare a immaginare il futuro del Pride a Viterbo. Perché il Pride non è solo un evento: è una responsabilità collettiva, che riguarda tutti”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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