
Presidenza del Consiglio: con la capigruppo di martedì la maggioranza dirà se è tornata ad essere una. Ma intanto la città se ne frega e le inchieste azzerano la credibilità dell’Istituzione. All’ordine del giorno della conferenza dei capigruppo c’è la convocazione del Consiglio comunale che dovrà portare all’elezione del successore di Maria Rita De Alexandris, dimessasi dal ruolo di presidente nelle scorse settimane, senza mai spiegare chiaramente il perché.
Con ogni evidenza, a portarla alle dimissioni, arrivate con un metodo politicamente inconsueto, sono stati i movimenti per salvare gli equilibri dell’area civico-democratico\fioroniana. Un equilibrio che è parso in questi giorni precario, a causa della vicenda delle deleghe ai consiglieri che non è chiaro se siano state riconsegnate, se la riconsegna non sia stata presa in consegna del sindaco Michelini o se i consiglieri ancora le esercitino.
Tornando alla presidenza la soluzione più credibile sembra possa essere quella dell’incarico al capogruppo Maurizio Tofani, nonostante penda sulla sua testa la decadenza che dovrà essere discussa a breve, o a Marco Ciorba. Entrambi consiglieri sono di Oltre le Mura, la forza largamente maggioritaria tra le civiche e quindi più titolata ad ottenere l’incarico, anche perché fortemente ridimensionata col recente rimpasto in giunta.
Occhio però ai segnali. La conferenza dei capigruppo sarebbe stata richiesta e convocata grazie all’intervento della minoranza che ha richiesto il Consiglio comunale. Primo giorno utile per il Consiglio comunale sarà giovedì pomeriggio, ma dalle parti della maggioranza, almeno leggendo alcune dichiarazioni, qualcuno pensa di far slittare l’appuntamento alla settimana sucessiva. Qualora fosse così, significherebbe che la maggioranza è ancora in alto mare.
Sullo sfondo una città sempre più distaccata che vede la politica dedicarsi al posizionamento delle varie anime, una inchiesta sui rifiuti che distrugge la credibilità dell’ente, il bilancio preventivo 2015 sotto sequestro e indiscutibile che sarà poi firmato da un dirigente indagato.


















