Presidenza, la mancata sintesi su una sola candidatura manderebbe in pezzi i civici
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La sfida resta tutta tra Marco Ciorba e Maurizio Tofani. In queste ore si sono tenute una serie di riunioni informali per tentare una sintesi sulla candidatura, oggi la riunione ufficiale. Senza accordo il sistema civico rischia di andare in pezzi.

Il braccio di ferro per la presidenza del consiglio è tutto tra due candidati: Marco Ciorba e Maurizio Tofani. Entrambi di Oltre le Mura, o forse sarebbe meglio dire di ciò che ne resta.

Il gruppo civico, che ha permesso la vittoria del sindaco Leonardo Michelini, è infatti stato abbandonato al proprio destino con la manovra che, in occasione delle provinciali, ha portato alla nascita dei Moderati e Riformisti. Così Oltre le Mura è stata ridotta a una sorta di taxi politico, uno di quei tanti mezzi da utilizzare per brevi tratte e poi chi si è visto si è visto.

Al punto che due suoi pezzi: Sergio Insogna (terzo dei più votati) e Francesco Moltoni; non vengono neppure chiamati a ragionare sul nome del futuro presidente del consiglio. Questo perché rei di non essere saliti sul nuovo taxi della confederazione civica.

Il presidente insomma sarà di Oltre le Mura, ma quelli di Oltre le Mura (almeno una parte) non avranno diritto di parola nella scelta. Ma il braccio di ferro Tofani-Ciorba rischia di mandare in crisi l’intero fronte civico composto da Paolo Moricoli, i due di Viva Viterbo (Filippo Rossi e Maria Rita De Alexandris), Livio Treta e gli stessi Ciorba, Tofani e Paolo Simoni.

Intanto in queste ore si sono succedute una serie di riunioni informali tra i civici mentre oggi dovrebbe tenersi un incontro ufficiale. Incontro funzionale a trovare una sintesi su uno dei due aspiranti. Proprio l’assenza di questa sintesi manderebbe in pezzi il mondo civico.

Domani pomeriggio l’elezione del nuovo presidente. Occorrono 17 voti.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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