
Il braccio di ferro per la presidenza del consiglio è tutto tra due candidati: Marco Ciorba e Maurizio Tofani. Entrambi di Oltre le Mura, o forse sarebbe meglio dire di ciò che ne resta.
Il gruppo civico, che ha permesso la vittoria del sindaco Leonardo Michelini, è infatti stato abbandonato al proprio destino con la manovra che, in occasione delle provinciali, ha portato alla nascita dei Moderati e Riformisti. Così Oltre le Mura è stata ridotta a una sorta di taxi politico, uno di quei tanti mezzi da utilizzare per brevi tratte e poi chi si è visto si è visto.
Al punto che due suoi pezzi: Sergio Insogna (terzo dei più votati) e Francesco Moltoni; non vengono neppure chiamati a ragionare sul nome del futuro presidente del consiglio. Questo perché rei di non essere saliti sul nuovo taxi della confederazione civica.
Il presidente insomma sarà di Oltre le Mura, ma quelli di Oltre le Mura (almeno una parte) non avranno diritto di parola nella scelta. Ma il braccio di ferro Tofani-Ciorba rischia di mandare in crisi l’intero fronte civico composto da Paolo Moricoli, i due di Viva Viterbo (Filippo Rossi e Maria Rita De Alexandris), Livio Treta e gli stessi Ciorba, Tofani e Paolo Simoni.
Intanto in queste ore si sono succedute una serie di riunioni informali tra i civici mentre oggi dovrebbe tenersi un incontro ufficiale. Incontro funzionale a trovare una sintesi su uno dei due aspiranti. Proprio l’assenza di questa sintesi manderebbe in pezzi il mondo civico.
Domani pomeriggio l’elezione del nuovo presidente. Occorrono 17 voti.


















