Presidenza, il Pd si guarda in faccia: "Siamo incartati sulla candidatura di Serra"
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Il Pd si guarda allo specchio e si racconta lo stato dell'arte sull'elezione del nuovo presidente del consiglio: "Siamo incartati". Ora riferiranno a Michelini, chi vivrà vedrà.

Presidenza del consiglio, il Pd ratifica la situazione al suo interno: “Serra non ha i numeri”. I “pontieri” del Partito Democratico (Alessandra Troncarelli, Aldo Fabbrini e Mario Quintarelli)  si sono seduti al tavolo di via Polidori per rendicontare la situazione sull’elezione del successore di Filippo Rossi ai vertici del partito. Una patata bollente non da poco, con Francesco Serra che non sfonda e rimane inchiodato. Può contare sui 12 voti democratici a cui al massimo è possibile sommare quello di Sel e di Livio Treta. Quota 14, troppo poco per fare il presidente. La matematica della sala d’Ercole dice che ne servono 17, per rendere possibile l’operazione.

Il Pd si è detto in faccia quello che è noto e che la stampa cittadina sta dicendo da giorni. Non c’è l’intesa con le forze civiche, in particolare con il secondo gruppo della maggioranza: Oltre le mura. Il gruppo guidato da Maurizio Tofani infatti non vuole che il Pd esprima un’ulteriore carica. Piuttosto sarebbero intenzionati ad approfittare della situazione per operare un riequilibrio di giunta, dove contano un solo assessorato: Raffaella Saraconi. Per Oltre le mura l’ok a Serra deve passare per il rimpasto. Operazione invisa al sindaco Leonardo Michelini.

La situazione è quindi incartata e solo il sindaco può mettere un po’ d’olio. A meno che non voglia andare a una prova muscolare che rischia di nascondere brutte insidie per la maggioranza. Se Michelini deciderà di non mettere in comunicazione i due vasi, quello del consiglio e quello della giunta, rischia di fare impallinare Serra. Aprendo a quel punto scenari a tinte fosche. Ora il Pd riferirà la situazione al sindaco, chi vivrà vedrà.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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