Presidenza, è notte fonda. Michelini: "Se non ci sono i numeri ne prenderò atto"; alcuni consiglieri: "Che aspetti?"
Comune di Viterbo
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La maggioranza ha passato l'intera giornata in riunioni fiume per cercare una quadra sul nuovo presidente del consiglio. Nulla di fatto, si torna a discutere domattina alle 11.

Notte fonda dentro la maggioranza sul nuovo presidente del consiglio comunale. Una giornata dura quella appena trascorsa per gli uomini e le donne che sostengono l’amministrazione di Leonardo Michelini. Alla vigilia del voto non c’è ancora una rotta chiara e la riunione di maggioranza di questo pomeriggio si è chiusa quasi alle 23 (era iniziata alle 19.20 circa) con la decisione di proseguire domattina alle 11.

Le danze si sono aperte nel primo pomeriggio, alle 16, con l’incontro del gruppo Pd. Qui è stata fatta balenare per la prima volta una soluzione, ritenuta da alcuni il male minore, di rivotare Filippo Rossi come presidente. All’incontro, impatassato in una ferrea contrapposizione tra due frange, a un certo punto si è precipitato anche lo stesso Michelini. La discussione è quindi andata per le lunghe producendo un ritardo sull’incontro di maggioranza, il cui inizio era stato annunciato per le 18. Con i pezzi delle liste civiche in attesa che finisse il vertice Pd. I democratici si sono spaccati in un voto interno sull’ipotesi Rossi: 8 contrari e 4 favorevoli.

La questione è quindi stata affrontata con l’intera maggioranza, anche qui poco gradimento per la rielezione del numero uno di Viva Viterbo. A un certo punto è stata messa sul piatto anche l’elezione pro tempore, due-tre mesi, di Patrizia Frittelli. Il sindaco ha chiesto ai suoi di convergere su una di queste due ipotesi attendendo qualche mese per rimettere a posto la situazione anche grazie a un possibile rimpasto. Avrebbe anche detto ai suoi che questa sarebbe la sua intenzione e che in caso di mancato accordo sarebbe intenzionato a prendere atto che non ci sono più i numeri. Alcuni consiglieri però, anziché intimorirsi davanti alla prospettiva del tutti a casa, gli avrebbero risposto per le rime: “Che aspetti?”.

Il clima è bello teso, la notte porterà consiglio su cosa fare tra poche ore sull’elezione del presidente del consiglio?

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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