Presepe Vivente di Tarquinia senza barriere architettoniche
Natività
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Un Presepe Vivente senza barriere architettoniche accessibile a tutti. Dai disabili, agli anziani, alle famiglie che hanno bambini nei passeggini.

Un Presepe Vivente senza barriere architettoniche accessibile a tutti. Dai disabili, agli anziani, alle famiglie che hanno bambini nei passeggini. “Il percorso può essere fatto da chiunque – afferma l’associazione Presepe Vivente di Tarquinia -. Sono stati realizzati piccoli interventi temporanei, come la rampa di accesso alla chiesa della S. S. Trinità, per eliminare le barriere architettoniche presenti.

Barriere che avrebbero reso difficile passeggiare nello splendido scenario del convento di San Francesco, reso ancora più suggestivo dalle scenografie allestite. All’ingresso è stata creata una corsia preferenziale, per i portatori di handicap e per chi ha bambini nei passeggini”.

Il Presepe Vivente di Tarquinia torna questo 30 dicembre (apertura ore 17), con il secondo appuntamento. In attesa del gran finale il 6 gennaio, con l’arrivo dei Re Magi e del loro sontuoso corteo. Per info è possibile seguire la
pagina Facebook e il profilo Twitter.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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