Presentato il progetto per la riqualificazione del Grande Ospedale degli Infermi al Duomo
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VITERBO- Siglato l'accordo tra Regione Lazio, Mibact e Asl Viterbo per il "Borgo della Cultura" nel complesso del Grande Ospedale degli Infermi a Viterbo

VITERBO- Presentato questa mattina via social, l’accordo tra Asl di Viterbo, Mibact e Regione Lazio per la valorizzazione, restauro e rifunzionalizzazione del Grande Ospedale degli Infermi di Viterbo ormai chiuso dal 2002.

Il progetto di riqualificazione di tutta la zona, prevede la costituzione di un polo culturale, sede dell’Archivio di Stato e della Sopraintendenza e si chiamerà “Il Borgo della cultura”. 

“Una struttura con una storia antichissima e ultracentenaria che abbiamo deciso di recuperare attraverso una collaborazione fattiva con il MiBACT” ha dichiarato il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. “Siamo pronti a coinvolgere nel progetto anche il Comune di Viterbo e l’Università della Tuscia, in una sinergia istituzionale che ci permetta di restituire ai cittadini di Viterbo e del Lazio un luogo di cultura, in grado di fondere insieme il passato e le più moderne tecnologie. L’obiettivo è quello di creare un innovativo polo di attrazione, ubicato in una città bellissima come Viterbo, che diventi un nuovo contenitore multiculturale ma anche un hub turistico nel Lazio”.

Il Complesso è rimasto nel degrado per molti anni e non accessibile ai cittadini; nel tempo si sono ipotizzati progetti di riqualificazione, ma senza risultati concreti. Ora il restauro e la riutilizzazione degli spazi sarà possibile grazie a un’azione congiunta tra Regione Lazio e la direttrice generale dell’ASL di ViterboDaniela Donetti e all’accordo tra Regione Lazio e MiBACT. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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