“Preghiamo perché Frey venga proclamata Beata il più presto possibile”
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VITERBO - Interviene don Gianluca Scrimieri, parroco di Canepina

VITERBO – Don Gianluca interviene nell’ anniversario della morte di Suor Maria Benedetta Frey.

“La Frey non è particolare per essere la “povera crocifissa”, ma per la fede straordinaria con la quale affronta e offre questa chiamata di Dio a una vita di sofferenza. Esemplare per fede, fortezza, amore nel suo lungo martirio – così il sacerdote -.

E’ nata a Roma il 6 marzo 1836 il giorno seguente viene battezzata nella chiesa di Sant’Andrea delle Fratte. Entra in monastero dalle cistercensi a Viterbo nel 1856 e si consacra solennemente il 2 luglio 1858. Inizia la paralisi alla fine del 1861.

Nonostante fosse malata e immobile, sorrideva ed era serena interiormente. Grande amore al Crocifisso, all’Eucaristia, forte devozione al Bambinello Gesù che aveva di fronte e al quale affidava tutti.

Accoglie ogni persona bisognosa, anche cardinali, vescovi, seminaristi, preti, tra questi stringe un amicizia profonda con don Luigi Orione. Ha i carismi della guarigione, della profezia, del discernimento e della consolazione. Ogni Papa era suo punto di riferimento.

Scriveva: “Mia cara, l’anima nostra non trova pace se non nel suo centro che è Dio (24 luglio 1885)“.

Sale nella casa del Padre il 10 maggio 1913. Viene sepolta al cimitero comunale e il 10 dicembre 1927 verrà traslata nella cappellina della chiesa del monastero. La Serva di Dio viene pregata per i malati gravi, per le coppie che hanno difficoltà a procreare e per la riconciliazione tra due persone o coniugi.

E’ stata dichiarata Venerabile il 30 settembre 2015 da papa Francesco. Suor Maria Benedetta è stata capace di trasformare la sua condizione di sofferente in un momento di grazia per sé e per gli altri fino a trovare nella lunga infermità la vocazione ad amare di più. Preghiamo perché possa essere proclamata Beata dalla chiesa il più presto possibile, certamente farà onore alla chiesa viterbese e alla città”.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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