Pratogiardino, Michelini: “100mila euro per rimetterlo in carreggiata”
Pratogiardino
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Pratogiardino, per il sindaco Michelini è arrivato il momento di intervenire. Il principale parco cittadino non gode di buona salute. Diversi gli aspetti di criticità, tornati in queste ultime settimane sotto i riflettori mediatici. Uno di questi fari lo ha acceso un ex assessore dell'attuale maggioranza: il professore Andrea Vannini. Ne abbiamo parlato con il primo cittadino.

Pratogiardino, per il sindaco Michelini è arrivato il momento di intervenire. Il principale parco cittadino non gode di buona salute. Diversi gli aspetti di criticità, tornati in queste ultime settimane sotto i riflettori mediatici. Uno di questi fari lo ha acceso un ex assessore dell’attuale maggioranza: il professore Andrea Vannini. Ne abbiamo parlato con il primo cittadino.

Un suo ex assessore ha scritto a La Fune una lettera dove mette in evidenza le condizioni di salute non buone di Pratogiardino. Cosa ne pensa?

“Abbiamo essenzialmente due criticità: la sicurezza e la condizione del verde. Ritengo che particolarmente seria sia la questione della sorveglianza. Questo è il problema più serio dal punto di vista della fruibilità. Si è parlato della presenza di spacciatori, vicenda da monitorare e colpire. L’altro aspetto riguarda la vegetazione. Quest’anno abbiamo un po’ di soldi per riqualificare in parte l’importante parco comunale che ha una sua storia secolare e deve tornare ad avere la dignità di giardino comunale”.

Quanti soldi investirete?

“Investiremo meno di 100mila euro. Non tanto ma iniziamo la riqualificazione secondo un progetto fatto da esperti. Purtroppo il tutto non è stato fatto prima perché non c’erano soldi, ora c’è da formalizzare l’incarico e poi i lavori da eseguire”.

Di cosa c’è bisogno?

“Serve ripristinare la forma originaria. Gli spazi a verde vanno definiti, occorre distinguere bene parte a verde da quelle fruibili. Credo che l’assessore Saraconi abbia un bel progetto e saranno scelti professionisti competenti”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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