Prato Giardino rivive grazie a Viterbo Runners, una corsa per accendere l'attenzione sul parco
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Un evento voluto dall'associazione Viterbo Runners. Alessandro Di Priamo e Rachele Troscia vincono la prima edizione della gara organizzata all'interno del principale parco cittadino.

Una grande giornata di sport a Prato Giardino. Un evento voluto dall’associazione Viterbo Runners. Alessandro Di Priamo e Rachele Troscia vincono la prima edizione della gara organizzata all’interno del principale parco cittadino.

Sessanta gli atleti che hanno gareggiato all’interno di Prato Giardino ‘Lucio Battisti’ per rilanciare e valorizzare il parco più importante della città di Viterbo. Luogo purtroppo protagonista, nei mesi scorsi, di diversi arresti legati
soprattutto allo spaccio di droga.

Lungo il percorso anche un punto ristoro, un’area fitness, una zona per la fisioterapia e uno spazio per il nordic walking. Dopo la corsa è si è tenuta la passeggiata alla quale hanno partecipato oltre 150 persone. Con loro anche i ragazzi dei centri di prima accoglienza per rifugiati ‘Cas Viterbo Tre fontane’ e ‘Crasr’ di via Emilio Bianchi.

Una camminata all’insegna del benessere, alla riscoperta di un parco che di grande bellezza e valore, che se vissuto con amore e intelligenza può diventare un punto di ritrovo e riferimento per l’intera comunità cittadina. Pratogiardino, grazie all’associazione Viterbo Runners, è tornato a rivivere.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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