
VITERBO – Il verde nel capoluogo rimane in lockdown. Chiuso il cancello di Pratogiardino, off limits le aree verdi per bambini e non si può mettere piede nei luoghi del termalismo libero.
Un mix di fattori tratteggiano il quadro che di fatto non permette ai viterbesi di vivere cambiamenti, almeno in questa direzione, con l’ingresso oggi nella tanto annunciata fase due dell’emergenza.
C’è innanzitutto un problema di garantire sorveglianza e sanificazione di questi spazi. A questo va aggiunta la paura che siano in molti a riversarsi nei parchi e nelle aree verdi, generando quindi assembramenti. Infine c’è anche il problema che non tutte le zone sono a oggi praticabili, perché il Covid-19 ha avuto ripercussioni anche su tagli dell’erba e interventi di manutenzione sul verde pubblico.
Pratogiardino è stato rimesso in forma, per l’operazione Palazzo dei Priori ha messo al lavoro in queste settimane i propri cantonieri. “Evitiamo di aprire i cancelli da subito – spiega l’assessore al Verde Enrico Contardo – perché temiamo possa sfuggire di mano la situazione e che in troppi possano decidersi di recarsi nel parco. Meglio aspettare ancora un po’. Non siamo in grado, in questo momento, di garantire sorveglianza e sanificazione come si dovrebbe”.
Problemi questi validi anche nelle altre aree verdi cittadine che ospitano punti gioco per i più piccoli. Rimarranno tutte interdette, almeno fino al 18 maggio. Anche perché non tutti gli spazi sono sistemati. I lavori delle tre ditte che hanno l’appalto del verde infatti procedono a rilento per gli effetti del Covid-19. Diversi gli operai in cassintegrazione e misure di distanziamento che impediscono di utilizzare i mezzi a più dipendenti.
Le zone termali invece sono messe fuori gioco a monte, da un’ordinanza regionale ancora valida.


















