Prato Giardino in un circolo vizioso, necessari fondi per riportarci attività e persone
Pratogiardino
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Prato Giardino luogo di spaccio, di prostituzione a cielo aperto, di possibili aggressioni. Questo il racconto collettivo che da un po' di tempo a questa parte si sta sviluppando. Gli arresti e le tante testimonianze confermano la situazione di degrado in cui questo importante spazio verde si trova.

Prato Giardino luogo di spaccio, di prostituzione a cielo aperto, di possibili aggressioni. Questo il racconto collettivo che da un po’ di tempo a questa parte si sta sviluppando. Gli arresti e le tante testimonianze confermano la situazione di degrado in cui questo importante spazio verde si trova.

In sostanza il luogo pubblico è male frequentato. E questo è possibile perché degrado chiama degrado e le persone che magari vorrebbero farsi una passeggiata o una corsa, le famiglie con i bambini, gli anziani e le coppiette di innamorati magari preferiscono andare altrove.

Per invertire la tendenza l’unico modo è portarci iniziative, associazioni, momenti d’incontro. Così la migliore mossa che il Comune di Viterbo potrebbe fare è quella di finanziare la restituzione ai cittadini del parco attraverso lo stanziamento di una cifra rispettabile per finanziare – magari tramite bando – presenze positive. Magari con tanto di calendario da costruire tra le varie associazioni e partecipanti al bando stesso.

Invitiamo i consiglieri di maggioranza e minoranza a lavorare in tale direzione. Ci sarebbero tante realtà da coinvolgere: dai centri anziani a chi si occupa di integrazione, passando per la cultura, la salute del corpo e della mente e tanto altro. 

Il mettere in attività Prato Giardino significherebbe rovinare le piazze di spaccio esistenti e allontanare i cattivi frequentatori. Perché dove c’è gente, dove ci sono attività certe cose non diventano più possibili. 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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