Pozzo San Valentino, c'è d'aspettare e sperare che l'acqua ritorni al Bullicame
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Ultimati i lavori al pozzo San Valentino, ma bisogna attendere per capire se l'intervento riuscirà veramente a sistemare le cose. Se riuscirà davvero a riportare l'acqua alla sorgente del Bullicame.

Ultimati i lavori al pozzo San Valentino. L’azione decisa per sistemare la falla aperta, durante i lavori di ripulitura, lo scorso 25 novembre sono giunti a conclusione. Iniziati lo scorso 12 marzo hanno visto l’inserimento all’interno del condotto di grosse quantità di basaltina triturata e sabbia quarzosa, così come indicato dal progetto dei geologi Roberto Troncarelli (presidente dei geologi della Regione Lazio) e Giuseppe Pagano (direttore della miniera del Bullicame).

I lavori si sono conclusi intorno alle ore 10 di ieri e la notizia è che un rivolo di acqua termale è tornato a ribollire nella “callara”. Una quantità di acqua ben lontana dal livello di sfioro, una quarantina di centimetri circa al di sotto dello stesso. Secondo gli esperti occorre qualche giorno per capire gli effetti dell’intervento sull’acquifero termale. Nel giro di 3 o 4 giorni sarà possibile tirare un bilancio e capire se l’intervento ha avuto l’effetto previsto o meno.

Al momento sulla sorgente del Bullicame è tornato a svettare un pennacchio di fumo solfureo. Non resta che incrociare le dita e sperare che il danno fatto a novembre sia stato risolto. In caso contrario sarebbe un grande problema.

La questione accende i riflettori sulla fragilità del termalismo viterbese e sull’importanza di un cambio di atteggiamento da parte del Comune. Comune che, con l’incontro di venerdì scorso presieduto dall’assessore al ramo Antonio Delli Iaconi e il mondo termale locale, sembra intenzionato a cambiare registro e suonare una musica diversa da quella, molto brutta, suonata negli ultimi 30 anni almeno.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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