Pozzo delle Zitelle con i giorni contati, ogni ora nei campi della Tuscanese vengono buttati 15 litri di acqua termale
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VITERBO - Ricchezza che con la collocazione di una saracinesca potrebbe essere mantenuta all’interno del bacino termale, che è comunicante, e quindi migliorare la situazione di altre sorgenti in situazioni di criticità.

VITERBO – Palazzo dei Priori punta a chiudere, nel più breve tempo possibile, la sorgente delle Zitelle. Ogni giorno infatti, ormai da decenni, 15 litri al secondo di preziosa acqua termale finiscono nei campi.

Ricchezza che con la collocazione di una saracinesca potrebbe essere mantenuta all’interno del bacino termale, che è comunicante, e quindi migliorare la situazione di altre sorgenti in situazioni di criticità.

Il piano della chiusura, partorito in era Contardo all’interno dell’Assessorato al Termalismo, è in dirittura d’arrivo.  Ben 135mila euro del bilancio erano stati stanziati proprio per l’intervento sulle Zitelle, a queste sono stati aggiunti altri fondi per un importo di 200mila euro. La ditta che dovrà effettuare l’intervento è stata individuata e il tempo stimato per il completamento è di circa due settimane. 

L’acqua in questione fuoriesce da un pozzo scavato nel 1952 dalla società Terni e finisce nei campi sulla Tuscanese. Nella zona doveva nascere, il progetto risale agli anni Settanta, una struttura importante. Nota a tutti come Itet, dal nome della società proponente. Niente è mai stato fatto, fino a quando la concessione mineraria della società è scaduta.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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