
VITERBO – Palazzo dei Priori punta a chiudere, nel più breve tempo possibile, la sorgente delle Zitelle. Ogni giorno infatti, ormai da decenni, 15 litri al secondo di preziosa acqua termale finiscono nei campi.
Ricchezza che con la collocazione di una saracinesca potrebbe essere mantenuta all’interno del bacino termale, che è comunicante, e quindi migliorare la situazione di altre sorgenti in situazioni di criticità.
Il piano della chiusura, partorito in era Contardo all’interno dell’Assessorato al Termalismo, è in dirittura d’arrivo. Ben 135mila euro del bilancio erano stati stanziati proprio per l’intervento sulle Zitelle, a queste sono stati aggiunti altri fondi per un importo di 200mila euro. La ditta che dovrà effettuare l’intervento è stata individuata e il tempo stimato per il completamento è di circa due settimane.
L’acqua in questione fuoriesce da un pozzo scavato nel 1952 dalla società Terni e finisce nei campi sulla Tuscanese. Nella zona doveva nascere, il progetto risale agli anni Settanta, una struttura importante. Nota a tutti come Itet, dal nome della società proponente. Niente è mai stato fatto, fino a quando la concessione mineraria della società è scaduta.


















