“Potremmo chiudere la casa rifugio”. Erinna lancia l’allarme, Valentini risponde
erinna
lafune_800 x 120
La trattativa dovrebbe partire, ad oggi c’è una donna ospitata con i suoi figli nella casa d’accoglienza di Erinna, che da anni svolge un ruolo fondamentale nella tutela delle donne che subiscono violenza di genere.

“Potremmo chiudere la casa rifugio”. Erinna lancia l’allarme e lamenta ancora una volta la distanza delle istituzioni nei confronti del mondo del centro antiviolenza. A spiegare i motivi della possibile chiusura del Centro, uno dei capisaldi della lotta alla violenza sulle donne nella provincia di Viterbo, è stata Anna Maghi che è intervenuta domenica scorsa durante l’iniziativa di Fondazione dedicata all’accoglienza dei immigrati e alla sicurezza di Viterbo.

“La Regione – ha detto Anna Maghi – sostiene che nell’alto Lazio non c’è nessun Centro antiviolenza, intanto stiamo per chiudere la casa perché non abbiamo fondi”. Erinna lotta contro la violenza di genere e tutela le donne anche con assistenza psicologica, strutture di accoglienza e consulenze.

Tutto ciò sembra però non bastare alla Regione per includerla tra i centri antiviolenza riconosciuti e sostenuti dalla legge approvata recentemente alla Pisana. “Se il problema è burocratico, ci vuole volontà da tutte le parti in gioco. Il centro di Erinna non viene riconosciuto istituzionalmente come tale quindi la Regione per erogare finanziamenti chiede istituzionalizzazione. La Regione purtroppo non può finanziare una NGO”. Ovvero le associazioni non governative, non istituzionalizzate. Secondo la convenzione di Instanbul le NGO dovrebbero però essere sostenute. Valentini ha risposto che “è vero, ma che lo dice per contesti nei quali le realtà non sono garantite”.

La trattativa dovrebbe dunque partire, ad oggi c’è una donna ospitata con i suoi figli nella casa d’accoglienza di Erinna, che da anni svolge un ruolo fondamentale nella tutela delle donne che subiscono violenza di genere.

Fisioterapy Center 800x120
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Foto Fisioterapy Center
domenicale post
monastero interno
aiac_banner_01
asvis 2
TdP_Inalazioni
lafune_300 x 600
Onda
Fune 300x300
Masicar300x300-optimize
POST FB 01