Posti a sedere per Santa Rosa, una beffa per i viterbesi
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VITERBO – Costi altissimi e le postazioni migliori tutte riservate per i vip invitati dal Comune.

VITERBO – Santa Rosa, al via la vendita dei biglietti per i posti a sedere. Ma c’è grande malumore.

Lo scorso anno il prezzo delle sedie per Santa Rosa era di 15 euro (la tribuna costava 45 euro).

Quest’anno le tribune sono state tolte. Rimangono i posti a sedere, ma i prezzi sono lievitati.

Per i settori E e H (1.235 tagliandi totali) in cui le sedie sono ubicate sulla parte sinistra di piazza del Plebiscito il prezzo è di 35 euro.

Per i settori F e G (412 tagliandi totali) in cui le sedie sono ubicate sulla parte destra di piazza del Plebiscito il prezzo è di 39 euro.

Infine i settori A e B in cui le sedie sono ubicate nella parte centrale della piazza al “modico” prezzo di 45 euro. Ma questo non basterà a farvi avere “un posto in prima fila”. Già, perché la prima fila, il settore D da 220 posti a sedere (quello avanti a tutti, da cui si vede la discesa della Macchina da Via Cavour) è tutto riservato per i vip, ospiti del Comune di Viterbo.

La freddezza con cui i viterbesi si stanno approcciando all’ acquisto dei biglietti è dovuta anche a queste decisioni che fanno distinzione tra vip e gente comune, chiamata a pagare una sedia quanto un posto in tribuna per poi sentirsi, comunque, un cittadino di serie b.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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