Poste Italiane: A Viterbo un’azienda in rosa: Oltre il 62% delle risorse applicate negli uffici postali della provincia è donna
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Poste Italiane si conferma una delle realtà lavorative con la più alta percentuale femminile di dipendenti in Italia e Viterbo si attesta con un dato più alto del 9% rispetto alla percentuale regionale

VITERBO- Poste Italiane si conferma una delle realtà lavorative con la più alta percentuale femminile di dipendenti in Italia e Viterbo si attesta con un dato più alto del 9% rispetto alla percentuale regionale.

Le donne applicate in Poste Italiane a Viterbo e provincia sono 218 (il 62% del totale), su 84 uffici postali 51 sono diretti da donne e 25 di questi sono composti da personale interamente femminile: Arlena di Castro, Barbarano di Castro, Bassano Romano, Bolsena, Bomarzo, Calcata, Capodimonte, Carbognano, Celleno, Chia, Farnese Gallese, Gallese Scalo in Teverina, Grotte di Castro, Monte Romano, Monterosi, Pescia Romana, Piansano, Proceno, san Lorenzo Nuovo Sipicciano, Tessennano, Torre Alfina, Vetriolo e Vitorchiano.

Nel Lazio la media è del 53% e a Viterbo e provincia la presenza femminile applicata negli uffici postali raggiunge addirittura il 62%.
Dati che confermano l’impegno di Poste che, in oltre 150 anni di storia, ha contribuito in modo determinante allo sviluppo del lavoro femminile in Italia: la prima donna è stata assunta nel 1863. Dattilografe e telegrafiste, le impiegate si dimostrano subito ottime lavoratrici: serie, veloci, instancabili ed organizzate. Nel 1881 le donne impiegate sono più di 500, ma il numero è destinato a crescere. Nel 1901 sono più di 3.000 e dieci anni dopo superano quota 8.000.

Oggi, le donne del Gruppo sono circa il 55 % della popolazione aziendale, e rendono Poste Italiane una delle aziende “più rosa” del nostro Paese, con un’importante presenza femminile anche ai vertici.
L’elevata presenza femminile in Azienda è resa possibile grazie anche ad attente politiche aziendali sulle pari opportunità. Poste Italiane, tra le tante misure in atto, tutela la maternità garantendo alle lavoratrici un trattamento economico di miglior favore rispetto a quello previsto dalla legge, mettendo inoltre in atto iniziative che hanno l’obiettivo di trasformare l’esperienza di genitorialità in un momento di crescita anche professionale.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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