Post terremoto, attenzione agli sciacalli anche nel Viterbese
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Torna l'incubo delle truffe a casa, ma stavolta con l'aggravante di sfruttare il panico della popolazione dovuto ai recenti sismi

Quando accadono delle tragedie può capitare che chi non ha alcuno scrupolo o empatia con le vittime, si trasformi in uno sciacallo, qualcuno che vuole approfittare del momento per trarre profitto personale. Lo abbiamo visto lo scorso agosto, quando le forze dell’ordine trovarono un uomo che rovistava tra le macerie di Amatrice in cerca di qualcosa da trafugare e lo vediamo anche oggi nella Tuscia.

Le segnalazioni arrivano dai paesi più disparati del viterbese e della vicina Umbria, ma hanno tutte in comune il modus operandi dei truffatori. I danni riportati anche agli edifici del nostro territorio, infatti, hanno fatto scattare un nuovo tipo di raggiro nel quale, ovviamente, gli anziani sono la vittima prediletta.

Tutto inizia con il campanello che suona e con qualcuno che si presenta come un tecnico inviato dal Comune per la valutazione dei danni riportati dall’abitazione. Mostra un tesserino e chiedi di poter entrare per valutare la presenze di crepe dovute al sisma di domenica scorsa. La scusa è perfetta per poter girare tra le camere e cercare qualcosa da poter trafugare, magari dei soldi.

Vittime del raggiro sono quelle persone che possono trovarsi spesso sole in case o, ancora meglio, gli anziani. Una pratica aberrante, quella delle truffe in casa, soprattutto se vengono commesse con l’aggravante della situazione, ovvero sfruttando il momento di panico generale dovuto al sisma per raggirare delle povere vittime.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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