Porte aperte in fattoria, le aziende della Tuscia aprono alle visite guidate
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La Filiera latte del Lazio propone visite guidate e degustazioni per immergersi nel mondo delle fattorie alla scoperta delle aziende agricole delle province di Rieti e Viterbo. La degustazione di latte, ricotta e formaggi freschi accompagnerà le visite nel magico e salutare mondo della natura.

Domenica 3 Giugno torna l’appuntamento con “Porte aperte in fattoria” dove le aziende della Tuscia mostrano la loro attività a grandi, piccoli e curiosi di ogni età.

 La Filiera latte del Lazio propone visite guidate e degustazioni per immergersi nel mondo delle fattorie alla scoperta delle aziende agricole delle province di Rieti e Viterbo. La degustazione di latte, ricotta e formaggi freschi accompagnerà le visite nel magico e salutare mondo della natura.

In provincia di Viterbo le aziende ospiti sono tre, per un totale di 720 posti a disposizione: la società agricola Aldo ed Enrico Bruni e l’Azienda agricola Vita Maria Rosa di Sutri, l’Azienda agricola Felice Colognesi di Gallese.

La regione Lazio è il quarto produttore industriale italiano di latte fresco e una delle regioni in cui la domanda rimane più alta. Il progetto Filiera latte del Lazio è sostenuto da cooperative di produttori, aziende della trasformazione e organizzazioni professionali agricole.

“Porte aperte in fattoria” è un’iniziativa gratuita organizzata dalla Filiera Latte del Lazio, in collaborazione con più di 20 aziende agricole che hanno aderito all’iniziativa in tutto il Lazio. Le visite si svolgono di domenica, in forma di percorso guidato della durata indicativa di un’ora, con turni di prenotazione dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17.

La prenotazione è obbligatoria e permette di selezionare l’azienda nella quale svolgere la visita. È possibile prenotare compilando il form sul sito di filiera del latte Lazio sulla sezione “visite”.

La procedura telematica di prenotazione permette di conoscere l’indirizzo esatto delle aziende aderenti all’iniziativa e di selezionare l’allevamento più comodo compatibilmente con le disponibilità di posti residue.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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