Porta San Pietro, via le associazioni dal palazzo Donna Olimpia. Saranno trasferite in via Emilio Bianchi
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VITERBO - o stabile è infatti in condizioni non adatte a ospitare attività. Da tempo solo una porzione del complesso, ritenuta agibile, è rimasta attiva. Ora anche qui ci sono evidenti problemi.

VITERBO – I 5mila metri quadrati del palazzo di Donna Olimpia, a Porta San Pietro, non possono più essere utilizzati e le associazioni che ne gestivano alcune parti dovranno trasferirsi altrove. Lo stabile è infatti in condizioni non adatte a ospitare attività. Da tempo solo una porzione del complesso, ritenuta agibile, è rimasta attiva. Ora anche qui ci sono evidenti problemi. A metterli in luce un recente sopralluogo dell’assessore al Patrimonio Paolo Barbieri con i tecnici dei Lavori Pubblici.

L’obiettivo doveva essere la stima dei costi necessari per sistemare il tetto. La speranza era di riuscire a risolvere con 80mila euro ma i tecnici hanno sconsigliato l’intervento, particolarmente costoso, e precisato che non ci sono le condizioni per fare continuare le attività all’interno. Una vera e propria tegola caduta sull’amministrazione Arena.

“Dentro il complesso di San Pietro – spiega l’assessore Barbieri – operano associazioni che portano avanti progetti con la Regione Lazio e che svolgono azioni e funzioni importanti nel tessuto cittadino. Lasciarli senza le loro sedi operative avrebbe rappresentato un grosso problema. La fortuna però è stata dalla nostra e siamo riusciti a risolvere”.

Infatti Palazzo dei Priori sta per ritornare in possesso di una serie di spazi in via Emilio Bianchi che, negli anni passati, aveva trasferito all’Università della Tuscia. Erano nate aule didattiche e l’asilo nido di Ateneo che ora non ha più ragione di esistere perché è iscritto un solo bambino. “Stiamo riprendendo questi spazi e li metteremo a disposizione delle associazioni di via San Pietro”. 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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