“Populismo tipografico a Viterbo”: Pagina99 analizza le scelte grafiche di Chiara Frontini
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“La parola ‘incontrollata’ è scritta esile esile, come pronunciata sottovoce, come pronta a scomparire – scrive Falcinelli –. A distanza, per ragioni percettive, quello che si legge è: ‘Basta immigrazione’.”

“Populismo tipografico a Viterbo”. Il settimanale Pagina99 dedica un focus al manifesto di Chiara Frontini e Viterbo2020 a firma di Riccardo Falcinelli, uno dei più rispettati visual designer italiani. Falcinelli prende spunto dall’utilizzo del grassetto nel manifesto “Viterbo non è un albergo”, per avviare un ragionamento sul messaggio che è stato veicolato, anche attraverso l’utilizzo o meno del bold nella frase incriminata “Basta immigrazione incontrollata. Più servizi ai cittadini”.

“La parola ‘incontrollata’ è scritta esile esile, come pronunciata sottovoce, come pronta a scomparire – scrive Falcinelli –. A distanza, per ragioni percettive, quello che si legge è: ‘Basta immigrazione’.”

Il servizio completo è su Pagina99, settimanale in edicola.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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