Popolo della Famiglia: ''Reddito di maternità unica risposta al crollo delle nascite''
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VITERBO - Il Popolo della Famiglia di Viterbo commenta i dati Istat che evidenziano il più grande crollo delle nascite degli ultimi cento anni.

VITERBO – Il Popolo della Famiglia di Viterbo commenta i dati del rapporto Istat nazionale presentato in questi giorni che evidenzia un crollo delle nascite sul territorio mai verificatosi negli ultimi cento anni: ”L’allarme lanciato dal rapporto Istat sulle culle vuote ha ricevuto come unica risposta civile misurabile l’attività del Popolo della Famiglia che ha raccolto le firme per presentare il Parlamento il ddl di iniziativa popolare sul reddito di maternità, unica soluzione praticabile per veder ripartire le nascite anche sul nostro territorio”.

Mario Adinolfi, presidente nazionale del Popolo della Famiglia, sottolinea: ”Le parole del presidente Istat sono molto forti. Blangiardo però grida nel deserto. La politica dei governi Berlusconi, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni e Salvini-Di Maio si è caratterizzata per politiche nulle contro la denatalità, senza differenze: i dati lo testimoniano. Si parla di famiglia solo se c’è qualcosa che riguarda le ‘famiglie arcobaleno’ (seimila unioni civili da tre anni a questa parte con la legge Cirinnà, contro 29 milioni di italiani ancora regolarmente uniti in matrimonio) oppure una volta l’anno con il rapporto Istat, a seguito del quale tutti gridano al problema e nessuno offre la soluzione. Per veder nascere nuove vere e feconde famiglie, per incentivare la maternità, c’è una sola strada: finanziarla. Regalare alla donna un diritto in più: mille euro al mese per i primi otto anni di vita del figlio se la donna si dedica esclusivamente alla crescita del figlio, rinnovabili alla nascita del secondo figlio, vitalizi alla nascita del quarto figlio o alla nascita di un figlio disabile. Il reddito di maternità è un investimento e si paga con l’abrogazione del reddito di cittadinanza, inutile misura parassitaria che non ha combattuto la povertà e ci costa 7.1 miliardi di euro l’anno, mentre il reddito di maternità ne costerebbe a regime 3, generando ricchezza”.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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