Polo del Colle del Duomo, migliora l'offerta crescono del 100% i visitatori
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Un turismo esiste quando c'è un'offerta turistica. Quando quello che accade è quantificabile e risponde a numeri esatti. Nella costruzione del turismo a Viterbo un ruolo importante lo sta giocando la Curia che, da diversi anni ormai, ha affidato la gestione del Museo del Colle del Duomo e degli spazi di Palazzo Papale alla società Archeoares.

Un turismo esiste quando c’è un’offerta turistica. Quando quello che accade è quantificabile e risponde a numeri esatti. Nella costruzione del turismo a Viterbo un ruolo importante lo sta giocando la Curia che, da diversi anni ormai, ha affidato la gestione del Museo del Colle del Duomo e degli spazi di Palazzo Papale alla società Archeoares.

Giovani volenterosi, formati all’interno della Facoltà di Beni Culturali dell’Unitus. Eccellenza poco fortunata. Il progetto Archeoares funziona e la società sta dimostrando sul campo solidità e visione. Lo scorso autunno hanno apportato una rivoluzione nella fruizione possibile dei luoghi turistici del Colle del Duomo, investendo risorse, e i frutti stanno maturando.

Lo dicono i dati. Nel 2015 18mila presenze, nel 2016 20mila, nel 2017 22mila e in questi primi mesi del 2018 già sono stati registrati 12.500 biglietti staccati.

Il dato per lo stesso periodo: gennaio-giugno; era stato nel 2015 di 7.200 e in quelli successivi stabile sugli 8.000. Crescita quindi di quasi il 100% rispetto agli esordi. “Prima la visita era possibile solo con personale accompagnatore in determinati orari ristretti. Oggi, grazie alle audioguide, è possibile visitare gli spazi tutto il giorno. Questo miglioramento dell’offerta ha ampliato di molto il numero dei visitatori”, spiega uno dei fondatori di Archeoares Francesco Aliperti. 

 

I dati di accessi al Colle del Duomo in questi anni sono abbastanza in linea con quelli dei pernottamenti. Nel 2015 si è registrata una crescita del 23,26%, nel 2016 un più 8,35%, nel 2017 un più 11,15. Poi ci sono i primi mesi del 2018 con un’impennata fortissima. Segno che se ai visitatori dai la possibilità di visitare la città e i suoi gioielli, anche pagando un biglietto, il mercato c’è.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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