Polizia locale di Viterbo, Cisl: "Caro Arena, la situazione è disastrosa"
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VITERBO - E' questo il destino a cui sono andati incontro i vigili urbani del capoluogo. A che punto stanno le cose lo scrive bene la Cisl, in una lettera aperta indirizzata al sindaco Giovanni Arena. Lettera con cui la sigla sindacale chiede un incontro al primo cittadino.

VITERBO – Dovrebbero essere un vanto per l’amministrazione comunale. Sono chiamati a garantire il buon funzionamento della città sotto vari aspetti e rappresentano gli occhi del Comune per tutta una serie di questione delicate eppure sono messi male. Parecchio male. 

E’ questo il destino a cui sono andati incontro i vigili urbani del capoluogo. A che punto stanno le cose lo scrive bene la Cisl, in una lettera aperta indirizzata al sindaco Giovanni Arena. Lettera con cui la sigla sindacale chiede un incontro al primo cittadino.

“Egregio Sig. Sindaco. Assistiamo ormai da anni ad una situazione sempre più critica (da definirsi quasi disastrosa) presso il Settore della Polizia Locale del Comune di Viterbo. E’ stata richiesta in più occasioni, anche alla luce della Legge Regionale, una riorganizzazione del Corpo e dei Servizi che tenga conto delle poche unità di personale a disposizione (47 unità attuali contro i 98 del 2003) ma, a tutt’oggi, nulla di fatto.

Con la carenza cronica di personale, lo svolgimento dei servizi richiesti sempre più spesso in orari diversificati, comporta un grave disagio e un carico di lavoro non più sostenibile sia dal personale su strada che da quello interno. Il piano occupazionale previsto dall’Amministrazione per l’assunzione di dieci unità, quando sarà attuato, copre a malapena il 50% dei pensionamenti che si verificheranno tra il 2019 e il 2020 e, di fatto, non risolve nulla.

Oltre ad accelerare le procedure concorsuali e ad ampliare il piano occupazionale, nell’immediato potrebbe essere esaminata la possibilità di riassegnare ad altri uffici comunali alcune competenze non proprio attinenti all’attività di istituto, liberando risorse umane da utilizzare in compiti di Polizia Locale. Segnaliamo inoltre che sono sicuramente insufficienti le risorse economiche che vengono stanziate dall’Amministrazione per i mezzi di servizio e le dotazioni necessarie ad affrontare le numerose ed importanti manifestazioni annuali (Caffeina, Santa Rosa, Settembre Viterbese e festività varie).

E’ inevitabile che questa situazione di forte criticità senza sbocchi e prospettive future stia generando un clima di insicurezza, di malumore e diffidenza tra il personale, con momenti conflittuali e di protesta facilmente condivisibili. Lo stato di agitazione in atto, ad oggi dichiarato da una sola sigla sindacale (forse per primeggiare?) ne è la riprova … Ma domani? Non credo sia saggio adagiarsi sul motto “dividi ed impera”.

Pertanto, considerato che le precedenti richieste e impegni assunti non hanno avuto riscontri, riteniamo indispensabile ed urgente la convocazione di un incontro tra le Parti per l’apertura di un confronto serio, costruttivo e concreto inerente l’organizzazione del Settore di Polizia Locale, discutendo tutte le problematiche connesse e volto a riportare la necessaria serenità tra gli Operatori, rendendo l’attività lavorativa più efficace per garantire un servizio migliore ai cittadini.

In attesa di convocazione, distinti saluti”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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