Polizia locale del capoluogo sull'orlo di una crisi di nervi, la fotografia dei sindacati
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“Il comando è in condizioni non più tollerabili – spiegano -. Quello che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della sicurezza è oggi un apparato bloccato da logiche degli anni ’90 e da carenze strutturali che colpiscono la dignità dei lavoratori”.

VITERBO – Turni massacranti, pattuglie insufficienti, vigili spesso disarmati, troppa burocrazia e locali inadeguati al comando di via Monte Cervino. Questa la fotografia che i sindacati scattano delle condizioni di lavoro della polizia locale nel capoluogo. A denunciare i disagi sono i sindacati Uil Fpl e Csa (Regioni autonomie locali): “Il comando è in condizioni non più tollerabili – spiegano -. Quello che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della sicurezza è oggi un apparato bloccato da logiche degli anni ’90 e da carenze strutturali che colpiscono la dignità dei lavoratori”.

I sindacati hanno già chiesto alla Asl un sopralluogo negli spogliatoi del comando, ritenuti “inadeguati e difformi alle normative sulla sicurezza, con armadietti vecchi e insufficienti”. Ma i problemi sono anche fuori. Secondo Uil Fpl e Rsa, le tre pattuglie in centro sono inutili e penalizzano periferia e aree dei centri commerciali, dove il traffico è maggiore. “Le pattuglie che operano fuori dal centro sono insufficienti – spiegano i sindacati -, il personale deve coprire tutto il territorio, con tempi di intervento dilatati e una presenza sul capoluogo che non garantisce prevenzione e sicurezza proprio nelle zone a maggior rischio incidenti”.

A togliere i vigili dalla strada ci sono poi le numerose pratiche amministrative da sbrigare in ufficio, dal rilascio degli abbonamenti dei parcheggi alla segnaletica stradale, dalle ordinanze per altri settori al controllo degli ascensori: “Per fare fronte a questa enorme mole di lavoro – proseguono Uil Fpl e Rsa – si è reso necessario togliere unità operative dalla strada e svuotare i turni di vigilanza esterni, compromettendo così la visibilità e l’efficacia del servizio sul territorio. Per garantire una copertura minima accettabile è ormai indispensabile che tutto il personale presti servizio secondo l’orario contrattuale pieno. L’orario ridotto, infatti, aggrava ulteriormente una carenza organica già problematica”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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