Polemica totem, "L'unico che usa parole a sproposito è Filippo Rossi"
cartellonistica
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La storia di totem turistici in inglese tradotti in maniera molto criticata ha scatenato una marea di commenti, polemiche e interventi. Ve ne proponiamo uno che introduce nuovi elementi critici.

Totem turistici in inglese nel ciclone delle polemiche, in queste ore diversi lettori ci hanno scritto per raccontarci il proprio punto di vista. Ne riproponiamo uno, arrivatoci in redazione in queste ultime ore, che ci sembra introdurre nuovi spunti. Ci è stato chiesto l’anonimato, che manterremo.

“C’è sempre un effetto un po’ ridicolo a tradurre i toponimi, però questo era richiesto, e le traduzioni sono perfettamente corrette.

Le lingue hanno molti modi di esprimere le sfumature, e il traduttore ha usato uno stile un filo desueto che può non piacere, ma che credo abbia scelto per rendere l’atmosfera medievale che hanno i nomi delle strade viterbesi anche in italiano.

Sarebbe poi a mio parere proprio sbagliato usare per Viterbo, come propongono i critici, town al posto di city. Viterbo è sede vescovile, capoluogo di provincia, dotata di mura, e di antica fondazione: si usa senza dubbio city.

In tutta questa storia l’unico che ha usato parole a sproposito è questo tal Filippo Rossi, che si esprime pubblicamente con “non me ne frega” e “figura di merda””.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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