Poker d'assi: Mattioli, Laurenti, Pasqualetti e Ricci per 'Entanglement. L'eterno ritorno del duca e della contessa'
Palazzo Brugiotti 1
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VITERBO - La triste storia del Duca Galeazzo Farnese di Latera, detto il “Duchino”, ucciso dall’amico Orso Orsini Conte di Pitigliano senza apparente motivo, si intreccia con le sorti della contessa Eleonora, giovane consorte di Orso.

VITERBO – Giovedì 30 gennaio, ore 16.30, la presentazione del romanzo ‘Entanglement. L’eterno ritorno del duca e della contessa’ di Francesco Mattioli (Edizioni Tipheret). L’appuntamento è a Palazzo Brugiotti, Sala delle Assemblee della Fondazione Carivit (Via Cavour 67, Viterbo). Un evento con il Patrocinio della Fondazione Carivit.

Interverranno, oltre all’autore, il presidente della Fondazione Carivit Luigi Pasqualetti, Umberto Laurenti e Antonello Ricci. La triste storia del Duca Galeazzo Farnese di Latera, detto il “Duchino”, ucciso dall’amico Orso Orsini Conte di Pitigliano senza apparente motivo, si intreccia con le sorti della contessa Eleonora, giovane consorte di Orso.

L’ambiente oscuro, misterioso della Selva del Lamone fa da sfondo alla vicenda, ricostruita in modo romanzato da Francesco Mattioli: una storia che tuttavia si trasferisce ai giorni nostri per uno strano volere del destino, o forse per l’influenza determinante di un fenomeno quantistico, l’entanglement, che lega le realtà fisiche al di là dello spazio e del tempo. Così, il racconto salta continuamente dalla storia romantica all’indagine d’archivio, dal giallo ad una dimensione fantastica che lega fra loro epoche e personaggi che sembrano sovrapporsi in un drammatico gioco di ruolo.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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