Poggino, viale dell'Industria scambiato per l'autodromo di Vallelunga
incidente
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Sfrecciano. Viale dell'Indutria al Poggino sembra essere stata scambiata da un numero importante di automobilisti per una pista. Danno gas, poi ancora gas. La lancetta del contachilometri sale e poi senti il botto. Non sempre, per fortuna, ma spesso. Più volte al giorno e il problema è decisamente peggiorato in questi che ci separano dalle feste.

di Roberto Pomi

Sfrecciano. Viale dell’Indutria al Poggino sembra essere stata scambiata da un numero importante di automobilisti per una pista. Danno gas, poi ancora gas. La lancetta del contachilometri sale e poi senti il botto. Non sempre, per fortuna, ma spesso. Più volte al giorno e il problema è decisamente peggiorato in questi che ci separano dalle feste.

Più gente in circolo e la statistica insegna che aumentano i pericoli. La velocità sostenuta è il motivo di questi incidenti, ma anche la guida distratta (spesso dallo smartphone). Nella giornata di ieri due persone sono rimaste ferite. 

Necessari individuare delle soluzioni e dissuadere, magari con la presenza di vigili, comportamenti potenzialmente molto pericolosi. Gli stessi imprenditori della zona sono preoccupati dell’aumento degli incidenti e chiedono un intervento serio a soluzione.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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