Poggino Apea, presentato il progetto per un'area artigiana ecologica
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Nel pomeriggio di oggi è stato presentato il progetto Poggino Apea, che prevede di trasformare la zona artigiana viterbese in un'area produttiva ecologica. Il tutto grazie alle tecnologie che permettono l'ottenimento dell'energia da fonti rinnovabili.

Un Poggino tecnologico ed ecologico, questa la sfida lanciata dall’amministrazione Michelini.

Nel pomeriggio di oggi è stato presentato il progetto Poggino Apea, che prevede di trasformare la zona artigiana viterbese in un’area produttiva ecologica. Il tutto grazie alle tecnologie che permettono l’ottenimento dell’energia da fonti rinnovabili.

Non più idrocarburi quindi ma eolico, fotovoltaico, dove possibile anche geotermia. Uno sforzo notevole ma che rappresenta uno sguardo verso il futuro. Un’azione che si muove all’interno del cosidetto Paes, un piano promosso dall’Unione Europea e che si inserisce nel Patto dei sindaci. Una realtà europea che coinvolge gli enti locali del vecchio continente.
La sfida che Palazzo dei Priori ha accettato, firmando il patto dei sindaci, è di ridurre del 20 per cento le emissioni di anidride carbonica entro il 2020.
Un’azione che ha bisogno del movimento in questa direzione anche del tessuto imprenditoriale locale, come spiegato dal tecnico che ha illustrato il progetto, l’ingegner Massimo Brait. Solo il Comune di Viterbo infatti è nella condizione di incidere, se lasciato solo, nella riduzione per appena il 2 per cento.

La presentazione si è svolta alla sala Cunicchio della Camera di Commercio dal sindaco Leonardo Michelini e dall’assessore Raffaella Saraconi. Nei prossimi mesi dovrà prendere corpo l’intero progetto.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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