Pochissima gente in giro e città semideserta. I viterbesi dimostrano responsabilità
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VITERBO – Le foto sono state scattate alle ore 17,00. Poca gente per le strade. Attività aperte nel rispetto della normativa anti-coronavirus. GUARDA LE FOTO

VITERBO – Pochissima gente in giro e città semideserta. Questa Viterbo ai tempi del Coronavirus.

La maggioranza dei viterbesi sta dimostrando responsabilità e senso civico rimanendo in casa.

Le attività che sono rimaste aperte lo stanno facendo nel rispetto del decreto ministeriale: mascherina, guanti e rispetto della distanza di sicurezza. In molti esercizi si attende fuori il proprio turno e si entra uno alla volta.

È un momento difficile ma quello che ho visto oggi mi conforta. La strada è quella giusta. Bisogna tenere duro. Ma ce la faremo.

In questo momento il rispetto delle regole non è un optional. Può essere determinante nella lotta contro questo maledetto virus.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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