Pochi insegnanti di sostegno, Luisa Ciambella interviene sul tema
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Luisa Ciambella, capogruppo del Pd, interviene sulla carenza di personale sul sostegno scolastico e chiede chiarezza per le famiglie

VITERBO-Stiamo assistendo ad un inizio di anno scolastico molto complicato per tanti bambini e ragazzi e le loro famiglie.

Due le ragioni, la prima è di competenza del comune di Viterbo e l’altra dello Stato.

Mi giungono segnalazioni ormai da giorni che l’assistenza scolastica in continuità non è sempre garantita e spesso non a tutti coloro che ne hanno diritto. Le ragioni sono sempre di natura burocratica e frutto di una sottovalutazione del problema a monte tipica dell’amministrazione Arena.

Infatti, sembra che la legge abbia stabilito che il compenso orario per questi insegnanti non sia più equiparato agli operatori socio- sanitari ma agli educatori, inserendo così un costo aggiuntivo per i comuni e diciamolo finalmente un elemento di equità per queste persone.

Al momento il comune di Viterbo ha risposto come sa rispondere, con l’improvvisazione, barcamenandosi, spiegando che la responsabilità non è del comune ma di forze oscure esterne e che i fondi che mancano per dare copertura al servizio sono stati chiesti alla ragioneria per eventuali variazioni di bilancio.

Allora, iniziamo a dire che le famiglie non possono aspettare l’inizio della scuola come è capitato e sta capitando per sapere che non avranno l’educatore in continuità, non possono attendere con il cappello in mano gli eventi che investono gli enti locali.

Non parliamo di cose ma di persone. Di persone peraltro speciali. Mi viene da sorridere di un sorriso veramente amaro quando sento questi genitori riportare le più fantasiose delle informazioni ottenute più o meno ufficialmente.

Se poi uniamo a questo il fatto che le graduatorie degli insegnanti di sostegno sono esaurite e quindi a tutt’ora si vive nell’incertezza, ne vengono fuori dei drammi umani di cui nessuno sente il peso, tantomeno di farsene carico.

I problemi che oggi le amministrazioni locali si trovano a fronteggiare sono veramente difficili ma quelli di questa natura non possono essere trattati superficialmente alla stregua degli altri. Rappresentano la priorità.

Il comune di Viterbo oggi è riuscito a dare una risposta su tre alle famiglie interessate, la questione rasenta l’indecenza per un Paese che si dice democratico e che deve garantire il diritto allo studio.

Chiedo all’assessore Sberna e al sindaco Arena di convocare un tavolo istituzionale chiamando tutti i dirigenti scolastici degli istituti scolastici della città e i vertici dell’ufficio scolastico provinciale per poter capire l’entità del fenomeno e insieme dare risposte immediate interrompendo questo gioco dell’oca fatto sulle spalle dei nostri ragazzi migliori che non lo meritano.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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