PNNR, Giulio Della Rocca: "Caro commissario Scolamiero pensi lei a impostare il lavoro per Viterbo"
Foto Della Rocca Giulio
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VITERBO - All'orizzonte un'occasione storica per il capoluogo della Tuscia e una situazione che potrebbe risultare più una benedizione che uno svantaggio: l'assenza dei partiti politici. Stiamo parlando di PNNR e Giulio Della Rocca lancia un appello al commissario prefettizio Antonella Scolamiero affinché possa essere lei a "dare le carte" della partita. 

VITERBO – All’orizzonte un’occasione storica per il capoluogo della Tuscia e una situazione che potrebbe risultare più una benedizione che uno svantaggio: l’assenza dei partiti politici. Stiamo parlando di PNNR e Giulio Della Rocca lancia un appello al commissario prefettizio Antonella Scolamiero affinché possa essere lei a “dare le carte” della partita. 

“Questo è il momento di spingere: A favore della tesi per cui la Commissaria prefettizia debba supervisionare la prima fase dei progetti per lo sfruttamento dei fondi Europei – così Della Rocca -.

Quando leggiamo PNRR vogliamo pensare “arrivano tanti soldi” e ci sono tutte le aspettative per una scossa all’economia stagnante. Non siamo ancora fuori dalla lunga notte del Covid, ma almeno l’Europa ha ben pensato di dotarsi di uno strumento di investimenti finanziario straordinario per un futuro condiviso in cui credere e quindi poter unire le forze per lavorare insieme.

L’Italia in particolare ha pianificato le seguenti aree di intervento: digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo, rivoluzione verde e transizione ecologica, infrastrutture per la mobilità, istruzione, formazione, ricerca e cultura, equità sociale, di genere e territoriale, salute.

Lo strumento pratico, i regolamenti di Next Generation EU, sono scattati nel 2021 quando è
stato possibile presentare ufficialmente il Piano nazionale di ripresa e resilienza alla Commissione europea. Speriamo che il governo abbia fatto quanto necessario. E’ scattata la fase del decentramento: ci dobbiamo interfacciare con le strutture governative preposte in modo da condividere, oltre le sopra citate aree generali, le cosiddette M&T, le modalità in cui portare avanti i progetti e i target. Qualsiasi svista, salto di scadenza o errore porta alla perdita del finanziamento. In altre parole nessuna leggerezza ma professionismo e rispetto delle regole. Questo è il momento di spingere,

Veniamo a Viterbo. Saremo bravi? Il governo Gentiloni aveva predisposto 17 milioni per le
periferie e un’amministrazione di sinistra e una di Destra se li sono fatti scappare: non sono mai stati presentati i progetti esecutivi. In comune spessissimo ci sono avanzi di bilancio. Oltre ad essere stati abituati a ricevere aiuti di stato e aver avuto difficoltà a spenderli soffriamo anche un altro male: la litigiosità delle amministrazioni comunali non è esclusiva di destra o sinistra. Sembriamo attacca brighe, pronti a litigare, disordinati, cambia casacche in cerca di un “centro di gravità permanente”. Quasi sempre le crisi sono auto-prodotte e non si parla mai di soluzioni. Sembra che ci piaccia “sguazzare nei problemi”.

Di conseguenza essere gestori della cosa pubblica diventa spesso un’attività a vita, una professione. Se i risultati parlassero non ci sarebbero problemi ma così non è. Chiunque prenderà il controllo politico della città avrà gli stessi mali aggravati dalla voglia di far saltare alcune teste che hanno solo la colpa di avere casacche diverse. I suddetti soldi faciliteranno le cose? Ancora prima dei M&T ci saranno tutte le possibili liti e stupide cattiverie. Perché dobbiamo accettare la sconfitta prevedibile? Esiste un’alternativa?

La crisi del panettone, che la vecchia amministrazione ci ha donato, potrebbe aver creato le condizioni per una vera alternativa. Il PNRR deve essere parte dell’attività di chiunque gestisca, non è una scelta politica o una indicazione di un possibile futuro. Di fatto è ordinaria amministrazione.

É il piano, già fatto, su cui lavorare. La commissaria prefettizia potrebbe istituire tutte le strutture tecniche necessarie per gestire a livello locale i progetti ed i fondi del PNRR. Basta con la politica dei favori, dei concorsi già assegnati e del posto per il figlio o figlia di questo o quello. Con l’Europa è indispensabile il professionismo. La commissaria potrebbe lavorare con il tessuto tecnico viterbese e fare passi da giganti in pochissimi mesi.

Alle elezioni si potrebbe andare con progetti, modalità e target concordati tra le parti ed immuni da eventuali volontà politiche nepotistiche. La commissaria non solo lo può fare ma dovrebbe farlo nell’interesse di tutti. Viceversa quale scenario si prospetta con le elezioni in Primavera? Oltre alla pandemia rampante per cui sarebbe bene evitare discussioni accese fiatandosi addosso, anche assembramenti sia prima che durante le votazioni con la tornata elettorale in primavera. Inoltre per 4 mesi non si fa nulla di quanto sopra. Tutto fermo.
La nuova giunta, nella migliore ipotesi, dopo il primissimo periodo di insediamento, in primavera deve immediatamente preoccuparsi dell’erba, dei rifiuti e di tutte le altre “peculiarità” squisitamente viterbesi. Il PNRR potrebbe passare in secondo piano. Purtroppo la litigiosità e tutte le altre caratteristiche comuni non spariscono con le elezioni. Anzi potrebbero inasprirsi visto la ricca posta in gioco dei contributi Europei. 

Facciamo come con i 17 milioni per le periferie di Gentiloni? Possiamo aspettare qualche mese per una giunta che ripresenti facce che sono da anni al palazzo dei priori e che, purtroppo, hanno pochi risultati da mostrare. Alla Commissaria un grande compito ma con un obbiettivo chiarissimo: sfruttare a vantaggio della città la congiuntura creatasi. Attingere alle risorse umane viterbesi e valorizzare l’altissimo grado di professionismo locale. L’elenco di chi è disposto a lavorare per la città, che tengo stretta al cuore, è lunghissimo. Avrà Antonella Scolamiero il coraggio di fare la cosa giusta per Viterbo?”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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