Pluteo millenario trafugato dalla basilica di Castel Sant'Elia recuperato dai carabinieri di Genova
Foto pluteo basilica Castel Sant'Elia
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GENOVA - La balaustra millenaria, risalente al IX secolo d.C., era stata portata via nel 1973.

GENOVA – Torna a Castel Sant’Elia un reperto rubato cinquanta anni fa dalla basilica, a riportarlo a casa i carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale di Genova. La balaustra millenaria, risalente al IX secolo d.C., era stata portata via nel 1973.

Il pluteo, scolpito con l’albero della vita al centro e animali fantastici tra i rami, è stato riconsegnato alla basilica sabato 7 dicembre, alla presenza del vescovo e delle autorità civili e militari del luogo, da parte del comandante del nucleo carabinieri Tutela patrimonio culturale di Roma.

Le indagini erano state avviate a fine 2021 dai carabinieri genovesi specializzati, coordinati dalle procure della Repubblica di Spoleto e Catanzaro. Nel novembre di tre anni fa, infatti, era stata presentata all’ufficio esportazione della Soprintendenza di Genova e La Spezia la richiesta per il rilascio di un attestato di libera circolazione per l’esportazione del pluteo dall’Italia. I militari del reparto speciale hanno così accertato che il rilievo in questione corrispondeva a quello rubato nella basilica di Sant’Elia.

Sono così state ricostruite le vicende che hanno coinvolto il pluteo dal suo ritrovamento, pochi anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, fino al momento della sua scomparsa negli anni ’70, per poi riapparire sul mercato antiquario a distanza di decenni.

 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

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