Più di settemila emendamenti, le minoranze pronte a dare battaglia per stravolgere il bilancio Arena
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VITERBO - E' infatti il giorno della presentazione degli emendamenti, da regolamento vanno infatti presentati tre giorni prima il loro approdo in aula.

VITERBO – Pioggia di emendamenti su Palazzo dei Priori. Queste le previsioni delle ultime ore per la giornata di questo lunedì.

E’ infatti il giorno della presentazione degli emendamenti, da regolamento vanno infatti presentati tre giorni prima il loro approdo in aula. Questo per dare agli uffici il tempo di una valutazione tecnica. Giovedì si entra nella fase più calda dei lavori sul bilancio comunale e la durata della discussione è direttamente proporzionale al numero degli emendamenti. Almeno sulla carta. 

Il tempo massimo di approvazione è stato fissato dal prefetto Giovanni Bruno al 22 aprile e gli uomini di maggioranza confidano di chiudere il tutto massimo entro lunedì 15 aprile. Le opposizioni, ovviamente, giocano un’altra partita. Puntano a trasformare un bilancio che non esitano a definire “senza anima” e al tempo stesso, tatticamente, puntano a impaludare la discussione per testare i nervi e la tenuta della maggioranza.

Da qui i Cinque Stelle hanno lavorato duro negli ultimi giorni e sono arrivati a produrre più di 7mila emendamenti. Lo aveva lasciato intendere qualche giorno fa Massimo Erbetti durante un’intervista alla trasmissione Sbottonati su Tele Lazio Nord. I pentastellati hanno dedicato anche la domenica alla produzione di emendamenti. 

Una ventina arriveranno dai banchi dei consiglieri che fanno riferimento a Chiara Frontini (Viterbo2020), stesso numero dal gruppo del Partito Democratico. Altri venti da Serra & Co e Viva Viterbo. 

Voci insistenti parlano di un maxiemendamento su cui avrebbero lavorato i capigruppo di maggioranza. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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