Più di quaranta società in gara per il terzo lotto dei lavori al Teatro Unione
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Partito ieri il lavoro della commissione per il vaglio delle domande. Dalla consegna dei lavori, la ditta appaltatrice avrà 210 giorni per terminare l'opera

Oltre quaranta le società che si sono fatte avanti per terminare i lavori al Teatro Unione di Viterbo. Chiuso l’appello, ieri la commissione interessata si è riunita per la prima volta per vagliare tutte le offerte arrivate a Palazzo dei Priori. Le ditte interessate al terzo lotto del teatro comunale sono tante, ma fra queste solo una si aggiudicherà la gara.

La cifra per il terzo lotto è piuttosto consistente, ma la ditta che vincerà sarà quella che avrà proposto l’offerta economicamente più vantaggiosa e non quella che avrà ribassato di più. Questo significa che le varie società hanno presentato, oltre al completamento dei lavori previsti, anche delle migliorie in aggiunta, che andranno poi a formare il prezzo definitivo.

Ora tocca alla commissione scegliere quale delle oltre 40 ditte dovrà completare i lavori e apportare le migliorie. Dalla consegna dei lavori, poi, la società vincitrice avrà 210 giorni di tempo per ultimare l’opera. Secondo l’amministrazione i lavori dovrebbero essere consegnati ad agosto inoltrato, che porterebbe la conclusione dei lavori all’inizio del prossimo anno, se tutti i tempi verranno rispettati.

 

L’importo dei lavori è pari a 2 milioni e 244mila euro, di cui un milione e 350 mila a carico della Regione Lazio con stanziamenti europei e il resto direttamente da Palazzo dei Priori.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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