Più di 300 bambini ai campi estivi del Comune di Capranica. 11 associazioni hanno unito le forze per realizzarli
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CAPRANICA - Per sei settimane è stato dislocato su più punti strategici della città, tutti raggiungibili a piedi, con l’intento di permettere ai ragazzi di riappropriarsi di palestre, giardini e spazi pubblici: un modo per recuperare il tempo che non è stato possibile trascorrere all’aria aperta o facendo movimento durante il lockdown.

CAPRANICA – Più di 300 bambini, 11 associazioni, 35 tra animatori, allenatori e maestri di sport per “Il villaggio dei ragazzi”, il campo estivo da 0 a 14 anni organizzato dal Comune di Capranica. Si è appena concluso, dopo aver aperto le sue porte a giovani e giovanissimi dal 29 giugno.

Per sei settimane è stato dislocato su più punti strategici della città, tutti raggiungibili a piedi, con l’intento di permettere ai ragazzi di riappropriarsi di palestre, giardini e spazi pubblici: un modo per recuperare il tempo che non è stato possibile trascorrere all’aria aperta o facendo movimento durante il lockdown.

Sono state coinvolte numerose associazioni di Capranica, in modo da unire le forze per costruire un’offerta attraente e variegata. Ai genitori, a fine maggio, era stato inviato un questionario per sapere che genere di attività avrebbero voluto svolgere i ragazzi. Quindi, la stesura del calendario, che ha previsto un’articolazione settimanale basata su due giornate dell’arte, due giornate dello sport e un evento outdoor, dedicato alla natura e all’ecologia.

Il tutto in sicurezza, misurando la temperatura all’arrivo e curando distanziamento e igiene delle mani, divisi in gruppi che ruotavano tra il parco Nicolini, il parco del boschetto, i giardini e la palestra della scuola dell’infanzia e tutta l’area esterna della scuola materna. I ragazzi più grandi della scuola secondaria, invece, hanno avuto a disposizione i grandi spazi del casale della Nocerqua.

Al campo estivo hanno partecipato anche bambini non residenti a Capranica ma impegnati, durante l’anno, nelle attività sportive promosse dalle associazioni del territorio. Tutti si sono messi alla prova con laboratori creativi e scientifici, ma anche con un ampio ventaglio di sport: yoga, ginnastica artistica e ritmica, danza, judo, basket, equitazione, calcio, tiro con l’arco e mountain bike. Hanno partecipato ai giochi al parco e si sono presi cura dell’orto didattico; sono andati alla scoperta della riserva naturale del lago di Vico, dove hanno potuto ammirare più da
vicino animali come lo svasso e ascoltare dagli anziani le antiche storie su quello specchio d’acqua così poco distante da casa.

Tra gli obiettivi del progetto, fortemente voluto dal sindaco Pietro Nocchi e dall’amministrazione comunale, favorire l’inclusione sociale, anche dei ragazzi meno abbienti o disabili, tendere una mano alle famiglie e ai giovani nella lotta alla sedentarietà, offrendo un’alternativa a videogiochi, computer e cellulare.

“Abbiamo voluto dare spazio a tutte le realtà del nostro Comune, coordinando le proposte arrivate dalle associazioni – dichiara Katia Taste, vicesindaco e assessore con delega ai Servizi sociali -. Un percorso di collaborazione che nasce dalla voglia di unire, perché lavorare insieme è possibile e ogni singola realtà ha portato nel ‘Villaggio dei ragazzi’ la propria eccezionalità.

Ringraziamo le associazioni Active academy, Avvenire, Gea, Gli Argonauti, Happyland, Centro Ippico Sant’Elia,
Juppiter e Juppiter sport, Proloco, Asd Romaria e Virtus Capranica. Un sentito grazie anche alla Fondazione Carivit che, da subito, ha creduto nel nostro progetto finanziandolo, come la Regione Lazio, che ha contribuito alla realizzazione dei campi estivi e sostenuto economicamente le famiglie con la distribuzione dei voucher in tempi record. Il più grande ringraziamento va ai genitori che hanno dato fiducia a questa iniziativa. Lavorare per il bene della comunità è la nostra priorità e questo progetto ne è la dimostrazione”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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