“Più buono, più bello e più originale di sempre”: esplode il Natale dei maestri pasticceri, fornai e ceramisti CNA
Foto artigiani
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VITERBO - “Quest’anno il Natale sarà più buono, più bello e pure più originale di sempre. Perché gli artigiani CNA hanno alzato decisamente l’asticella”; così Luigia Melaragni.

VITERBO – “Quest’anno il Natale sarà più buono, più bello e pure più originale di sempre. Perché gli artigiani CNA hanno alzato decisamente l’asticella”.

Basta dare un’occhiata a ciò che sono riusciti a creare per credere alle parole della segretaria Luigia Melaragni. Oltre ai maestri pasticceri, offrono un assaggio della loro abilità anche i ceramisti di Viterbo e Civita Castellana, suggerendo idee regalo pregiate e originali. 

Abilità, creatività, qualità: la ricetta è sempre la stessa ma il sapore cambia e migliora ogni volta. Partendo dalla tavola, i prodotti della festa si presentano con una miriade di variabili. Pangialli, tozzetti, pandori, torroni, ma è sui panettoni che la fantasia è andata oltre l’immaginazione. Il
Vecchio forno del Bottalone propone fichi, noci cioccolato, cioccolato e caffè, ciliegie, frutti di bosco, pistacchio, pere e cioccolato, pangialli. La Pasticceria Alba risponde con il suo fiore all’occhiello, l’ormai leggendario Pansucchio: marchio registrato, realizzato con lievito madre fresco conservato e rigenerato da 70 anni e materie prime di ottima qualità come marroni, cioccolato extra fondente e rum caraibico. Ma anche con tante alternative, a livelli di gusti e di decorazioni.

Uno sguardo alle varietà di torroni alla Pasticceria Garibaldi: bianco mandorle e pistacchi, cacao e nocciole dei Monti Cimini, cacao nocciole e arancio candito e ancora nocciolato fondente e latte con nocciole dei Monti Cimini, panettoni classici, con gocce di cioccolato, ai marroni. Altra Pasticceria, altri capolavori per il palato. Alla Primavera i panettoni sono tradizionale, al cioccolato, al pistacchio e perfino in vaso cottura. Anche qui ci sono un paio di punte di diamante: la Perla del Cimino, panettone realizzato con castagne e nocciole, e il Pistacchione,
farcito e ricoperto di pistacchio.

Uscendo dal capoluogo il capitolo qualità resta altissimo. A Bagnoregio con le creazioni de L’Arte del pane di Claudio e Sabrina, a Corchiano
con quelle della Pasticceria cioccolateria Isanti, passando da Castiglione in Teverina invece spazio alla Pasticceria cioccolateria Santori. E la ceramica? Non è affatto da meno, anzi. Facendo un giro per i vicoli di San Pellegrino a Viterbo, impossibile non rimanere affascinati dalla magia delle botteghe delle artigiane ceramiste Daniela Lai e Cinzia Chiulli.

È proprio Daniela a creare le esclusive palle in ceramica decorate con la tecnica della Zaffera, disponibili nel suo laboratorio in via San Pellegrino. Si tratta di regali artigianali unici, pensati per persone speciali, realizzati con la preziosa tecnica ceramica viterbese del ‘400, un autentico orgoglio italiano.

Sempre nel cuore del suggestivo quartiere medievale di San Pellegrino, Cinzia Chiulli propone quest’anno un’ode all’amore con un angelo blu
realizzato con la tecnica della Zaffera. Le ali dell’angelo sono composte da foglie di quercia sezionate, mentre il corpo è attraversato dall’invocazione ‘O Dio Io Non Odio’. La testa dell’angelo, che evoca anche una fiamma portatrice di luce, è contrapposta alla parola ‘Odio’, situata alla base, come una preghiera per coltivare la parte più alta e spirituale, lasciando le bassezze umane nella parte più buia e distante da noi.

A Civita Castellana, il maestro ceramista Vincenzo Dobboloni ha realizzato per questo Natale splendidi gufi e civette in ceramica utilizzando
la tipica tecnica di decorazione civitonica a ticchiolo. La scelta di questi soggetti (gufi e civette) deriva dall’ampio interesse e dalla richiesta da
parte della clientela per questi curiosi animali. E per regali ancora più esclusivi, immancabile la riproduzione di vasellame falisco a figure rosse.

“Queste sono solo alcune dimostrazioni di quanta passione gli artigiani mettano nel proprio lavoro. Già solo ammirando le immagini si
percepiscono da un lato l’unicità delle creazioni, dall’altro si può immaginare il sapore. Rimane solo una cosa – conclude Melaragni – farle
proprie o regalarle. È un lavoro che va premiato”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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