Pitbull attacca e uccide un cagnolino
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VITERBO - Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i veterinari Asl. L'uomo è stato identificato e gli è stato notificato l'obbligo di sottoporre l'animale a tutti gli accertamenti sanitari e comportamentali previsti dalle normative vigenti in materia.

VITERBO – Un pitbull attacca e uccide un cagnolino. Scene terribili nel centro storico del capoluogo dove, nel quartiere di San Faustino, nel pomeriggio di domenica un pitbull ha azzannato all’improvviso un cane di piccola taglia, uccidendolo.

Il cane aggressore era libero, lasciato senza guinzaglio né museruola dal proprietario. L’attacco è stato particolarmente violento. Nel quartiere la notizia ha scosso gli animi di parecchie persone, che denunciano il fatto che il proprietario sarebbe solito lasciare l’animale senza guinzaglio. Fatto che crea non pochi timori e anche in passato si sarebbero verificato problemi con altri cani.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i veterinari Asl. L’uomo è stato identificato e gli è stato notificato l’obbligo di sottoporre l’animale a tutti gli accertamenti sanitari e comportamentali previsti dalle normative vigenti in materia.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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