Piscine Carletti, Contardo immagina un progetto di rilancio con fondi del Ministero dell'Agricoltura e Turismo
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VITERBO - Obiettivo messo nel mirino anche il ridisegnare il sistema delle pozze oggi esistenti, incanalando l'acqua in maniera da riattivare anche vasche inutilizzate da decenni.

VITERBO – Piscine Carletti, uno dei simboli del termalismo libero nel capoluogo della Tuscia, allo studio di Palazzo dei Priori per una nuova vita.

Il neo assessore al Termalismo Enrico Maria Contardo ha puntato il compasso anche su quest’area termale, frequentata da molti ma in condizioni che lasciano piuttosto a desiderare. Così, con il dirigente Monaco e gli uffici, si è messo al lavoro per trovare una strada utile a disegnare un nuovo corso all’area.

Obiettivo messo nel mirino anche il ridisegnare il sistema delle pozze oggi esistenti, incanalando l’acqua in maniera da riattivare anche vasche inutilizzate da decenni. Quindi la volontà di concretizzare una recinzione, un sistema di videosorveglianza e l’illuminazione.

Si punta a rendere possibile il tutto grazie a una possibilità messa sul tavolo dal Ministero dell’Agricoltura e del Turismo che ha pubblicato un bando che rende possibile ai comuni capoluogo di avanzare un massimo di tre progettualità con tetto di 60mila euro a progetto per il rilancio territoriale. Un treno che Contardo non vuole lasciarsi scappare. 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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