Piscina, il comune porta in tribunale gli ex gestori
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VITERBO - Con una determina, l’amministrazione ha dato incarico a un legale per “proporre azione civile risarcitoria innanzi all’autorità giudiziaria nei confronti dell’Ati Maco Larus Nuoto allo scopo di ottenere il risarcimento dei danni subiti in relazione all’inadempimento che ha portato alla revoca della concessione in gestione dell’impianto sportivo natatorio”.

VITERBO – Piscina comunale sospesa tra problemi passati e problemi futuri. In attesa dell’affidamento, con una determina, l’amministrazione ha dato incarico a un legale per “proporre azione civile risarcitoria innanzi all’autorità giudiziaria nei confronti dell’Ati Maco Larus Nuoto allo scopo di ottenere il risarcimento dei danni subiti in relazione all’inadempimento che ha portato alla revoca della concessione in gestione dell’impianto sportivo natatorio”.

Nel contratto con l’ dell’Ati Maco Larus Nuoto erano previsti interventi per efficientamento energetico più altri interventi sulla struttura per un importo di 1.200.000 euro. Che non sono stati eseguiti.

Poi ci sono i canoni di locazione degli anni 2017 e 2018 non pagati per un totale di altri 85.000 euro che non sono stati pagati.

In teoria, a copertura di tali mancanze, ci sarebbero delle polizze fidejussorie da 600.000 euro ma la compagnia assicuratrice è latitante. Così il comune ha deciso di agire direttamente sugli ex gestori. Un’altra bella grana, che speriamo non si risolva in un buco nell’acqua.

 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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