Piscina comunale, Santucci (Fondazione): "Apriamo alle minoranze e lavoriamo per migliorare la delibera. Evitiamo conte dentro la maggioranza"
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OCCHIELLO –  Non un affidamento diretto ma un accordo quadro tra Comune di Viterbo e Federazione Italiana Nuoto per il futuro della piscina comunale.

OCCHIELLO –  Non un affidamento diretto ma un accordo quadro tra Comune di Viterbo e Federazione Italiana Nuoto per il futuro della piscina comunale.

La delibera approda oggi in commissione e domani in consiglio. Il gruppo di Fondazione spinge sul freno, sconsigliando di avere fretta nella definizione di un accordo che ha un tempo lungo: 8 anni più 8.

“La piscina è un pezzo importante della città e si parla di un affidamento di 16 anni, dobbiamo andare più lenti e condividere il più possibile con le minoranze – così il capogruppo Gianmaria Santucci -. La delibera va studiata nei dettagli e si deve tendere ad approdare una versione migliorativa di quella che sarà discussa martedì.

Per noi di Fondazione via libera a un accordo con la Fin, non discutiamo su questo ma sull’opportunità di definire in maniera chiara le condizioni. C’è bisogno di essere molto puntuali e specificare nei dettagli i vantaggi per la città e gli obblighi di cui dovrà farsi carico il Comune”.

“Va dato atto – continua Santucci – al sindaco Arena di avere trovato con la Fin una soluzione che si è rivelata preziosa per evitare la chiusura della piscina comunale dopo i disastri della gestione privata . Ci stava, in quel particolare frangente, l’affidamento diretto come predisposto nella delibera di fine dicembre 2019. Ora però dobbiamo ragionare fuori dall’emergenza e tracciare una prospettiva di ampio respiro. Quindi occorre essere lucidi e chiari. La Fin ha fatto bene fino a oggi, questo non lo metto in discussione.

Sedici anni però sono un affidamento lungo e la fretta rischia di essere cattiva consigliera. La delibera che arriverà in consiglio martedì deve essere, a mio avviso, migliorata anche con il lavoro e l’apporto delle minoranze. Serve grande attenzione soprattutto sulla definizione dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria e vanno fissati dei tetti. Così come deve essere bene espresso che l’ultima parola sulla struttura dovrà spettare sempre al primo cittadino. Non sono tempi per scontri politici, per fare delle conte in aula”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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